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Unsa-Confsal, 10.000 decreti ingiuntivi alla Cartabia

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«Provvedimenti forti e iniziative di protesta per tutelare i lavoratori della giustizia, dimenticati dal ministro Cartabia. A partire da una grande mobilitazione di piazza che si svolgerà a Roma nel mese di settembre». Così il segretario generale di Confsal Unsa, Massimo Battaglia, a margine del tentativo di conciliazione convocato dal ministero del Lavoro dopo la proclamazione dello stato di agitazione del personale della Giustizia da parte del sindacato.

Prosegue Battaglia: «È vergognoso che il ministro Cartabia e i suoi funzionari non abbiano partecipato all’incontro odierno, mandando a monte il tentativo di conciliazione. La verità è che il ministero affronta le questioni sindacali con lo stessa arroganza, la stessa disonestà intellettuale e lo stesso pressapochismo con i quali ci ha rifilato la riforma della giustizia. Siamo di fronte ad una situazione senza precedenti, il governo si è venduto per i trenta denari del Pnrr».

E ancora. «Non ci si può aspettare molto da un ministro per il quale l’unico mantra sembra quello della certezza del processo penale, mentre poi passano 4 anni per una separazione, 3 per un licenziamento e altri due per ottenere il pagamento di una fattura», prosegue il segretario generale di Confsal Unsa, «ne sanno qualcosa i cittadini e gli addetti ai lavori, il personale ridotto ai minimi termini, inascoltato, demotivato da retribuzioni basse e da continui ritardi nell’erogazione del salario accessorio. Gli Uffici giudiziari e gli Uffici Nep sono ormai al collasso. Per non parlare delle condizioni drammatiche in cui versano le carceri e chi ci lavora o delle migliaia di delinquenti in giro per il Paese per la mancata esecuzione delle sentenze di condanna. Come accaduto ai Murazzi di Torino, dove l’assassino doveva già essere in carcere per un altro reato e invece vagava in libertà».

«Sono criticità che denunciamo da tempo purtroppo, però, il governo continua a fare i conti senza l’oste. Ed è per questo che ci prepariamo a scendere in piazza. Sarà un autunno caldo e a fine agosto lanceremo la campagna “10.000 decreti ingiuntivi alla Cartabia” poiché, nonostante gli accordi, dal 2019 il ministero continua a tenere bloccato il salario accessorio dei suoi dipendenti per “ringraziarli” del lavoro svolto in piena emergenza sanitaria», conclude il segretario nazionale.

1 Comment

  1. Mai parole più sante! Abbiamo lavorato continuamente e continuiamo a farlo; siamo gli assistenti giudiziari che mai hanno capito la loro posizione nell’ambito del loro profilo professionale; siamo gli assistenti che da subito hanno lavorato da Cancellieri, da commessi, da funzionari; siamo gli assistenti che vanno in udienza, si interpongono tra utenza e magistrato; siamo gli assistenti – psicologi – che guardano negli occhi il Privato che arriva in ufficio chiedendo aiuto e che cercano di dare risposte alla loro fame fatta di incertezze e paure; a volte cercando di reprimere la rabbia giustificata della loro eloquenza: questo siamo, ogni giorno, e nessuno, nessuno muove un dito per dirci almeno grazie. Lacrime sprecate sullo stipendio.

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