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La proposta dell’Irpa: un patentino speciale per i concorsi

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Se ha funzionato per acquistare auto, fotocopiatrici, buoni pasto, energia, per la Pubblica amministrazione, perché non applicare un principio simile anche all’acquisizione di nuovo personale? La proposta per una sorta di “Consip” per il reclutamento è stata avanzata da Irpa, l’Istituto ricerche per la pubblica amministrazione, fondato da Sabino Cassese. 

In un articolato studio intitolato: “Come può la pubblica amministrazione reclutare le migliori competenze? Le buone pratiche”, gli studiosi dell’Irpa lanciano la proposta di una maggiore centralizzazione delle procedure di reclutamento. 

È necessario domandarsi, si legge nel documento, se allo stesso modo in cui esiste un “acquirente unico”, possa istituirsi un’unica centrale per il reclutamento del personale pubblico , prendendo gli aspetti positivi dell’esperienza della Consip (sul piano della specializzazione del reclutatore e dei connessi guadagni di efficienza), senza riprodurne gli inconvenienti (in termini di appiattimento del modello a dispetto delle specificità delle singole amministrazioni). 

La giusta via, secondo Irpa, sarebbe nel mezzo. La proposta è quella di un modello in cui il reclutatore centrale si limiti a svolgere una funzione di supervisione (ad esempio, predisponga bandi tipo, nomini le commissioni/ne verifichi i requisiti, etc.); una procedura centralizzata per la definizione di “liste di idoneità” cui le amministrazioni possano attingere con procedure selettive più snelle, anche per assunzioni a tempo determinato; una gestione centralizzata della fase di preselezione di tutti i (o ampie categorie di) concorsi pubblici, con il vantaggio per le singole amministrazioni di svolgere selezioni mirate di minori dimensioni e quindi più veloci. 

E’ soprattutto il concetto delle liste di idoneità che sembra piacere a Irpa. Una sorta di patentino la cui utilità sarebbe anche quella di accelerare i tempi delle selezioni. Secondo Irpa il patentino servirebbe per eliminare le preselezioni basate sui test logico matematici e di cultura generale, che selezionano chi ha maggiori capacità mnemoniche o chi partecipa in modo seriale ai concorsi (i test si ripetono). Con il patentino, invece, la partecipazione ai concorsi pubblici sarebbe riservat ai soli candidati preventivamente abilitati da parte della centrale unica, che certificherebbe le competenze dei candidati su materie che si ripetono in ogni bando (come per esempio la conoscenza del diritto amministrativo). 

L’abilitazione, che dovrebbe avere una durata temporalmente limitata, potrebbe essere concessa a coloro che superino apposite prove, volte ad attestare le conoscenze e le competenze necessarie. In alternativa, l’abilitazione potrebbe conseguire alla frequenza di appositi corsi universitari accreditati dalla stessa centrale unica. 

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