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Ufficio per il processo, via alle selezioni per assumere 3.946 addetti (preferibilmente uomini)

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Entra nel vivo il concorso per arruolare, con contratto a tempo determinato, altri 4 mila addetti all’Ufficio per il processo, 3.946 in tutto per la precisione. Le prove scritte si svolgeranno questa settimana, il 5 e il 6 giugno, presso diverse sedi decentrate. Oltre 72 mila i candidati. Tantissimi, ma del resto in Italia gli avvocati (il concorso è aperto ai laureati in giurisprudenza) sono oggi circa 240 mila, un numero monstre, e spesso risultano sottopagati. Ecco perché in molti tra loro oggi considerano addirittura d’oro uno stipendio di 1.800 euro al mese, come quello percepito da un addetto dell’Ufficio per il processo. Stanno facendo però discutere le nuove regole su “quote blu” e “quote rosa”. Che in una Pa che vede prevalere le donne in termini di personale in servizio – rappresentano il 58% della forza lavoro – rischierebbero di avere effetti controproducenti in termini di produttività ed efficienza.

Il dibattito

L’ultima riforma dei concorsi pubblici è intervenuta sul gender gap con nuove regole. La percentuale di rappresentatività del genere maschile nell’area funzionari del ministero della Giustizia, al 31 dicembre scorso, era pari al 31,55%, mentre quella del genere femminile al 68,45%. Quando il differenziale tra i generi risulta essere superiore al 30 per cento, le nuove regole stabiliscono che deve essere data la precedenza ai candidati del genere meno rappresentato. Che per l’area funzionari del ministero di via Arenula, quella in cui verranno inquadrati i futuri addetti dell’Ufficio per il processo, sono appunto gli uomini. Tutto bene, ma le competenze non dovrebbero avere sempre e comunque la priorità? Avevamo già discusso della questione su PaMagazine in un articolo precedente, relativamente al Concorso scuola.

La struttura

L’Ufficio per il processo è una struttura che è stata istituita in ottica Pnrr per contribuire a smaltire gli arretrati nelle aule civile e penali. I primi 8 mila addetti sono stati assunti all’inizio del Piano nazionale di ripresa e resilienza (in duemila poi hanno dato le dimissioni). Per il concorso di quest’anno si sono fatti avanti in 72.901 e quasi il 60 per cento dei candidati ha meno di 40 anni. La partecipazione femminile è superiore al 70 per cento.

Il contratto degli addetti dell’Ufficio per il processo scadrà il 30 giugno 2026. Ma il ministero di via Arenula potrà stabilizzare nei propri ruoli i dipendenti assunti a tempo determinato che avranno lavorato per almeno ventiquattro mesi continuativi nella qualifica ricoperta e che risulteranno in servizio alla data del 30 giugno 2026.

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