La Costituzione è salva. I contratti collettivi di lavoro firmati dai sindacati e dai datori di lavoro pure. A ristabilire l’equilibrio che rischiava di essere rotto è stato il Parlamento, con un emendamento a favore degli addetti all’Ufficio per il processo approvato ieri dalle commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali del Senato. L’emendamento conferma la stabilizzazione degli addetti all’Upp nella figura del funzionario dei servizi giudiziari, così come previsto dal CCNI sottoscritto ad aprile dal ministero della Giustizia e dalle organizzazioni sindacali Confsal-UNSA, Cisl Fp, Uil Fp, Confintesa Fp e Flp.
LA MODIFICA
Si è conclusa ieri, presso le commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, la votazione degli emendamenti all’articolo 6 del decreto-legge 100/26, in sede di conversione in legge, relativo al personale addetto all’Ufficio per il processo. Così il segretario generale di Confsal-UNSA, Massimo Battaglia: «L’emendamento presentato dal Governo, approvato nel senso da noi auspicato, restituisce alla contrattazione ciò che alla contrattazione appartiene». È rimasto appeso per settimane il destino del contratto integrativo del 29 aprile che inquadra gli addetti all’Upp nell’Area dei funzionari dei Servizi giudiziari. Confsal-UNSA, Cisl Fp, Uil Fp, Confintesa Fp e Flp esprimono piena soddisfazione per questo risultato. «Fin dal primo momento avevamo denunciato con fermezza quella che, a nostro avviso, rappresentava una vera e propria ingerenza della norma di legge su una materia di esclusiva competenza contrattuale, ai sensi del d.lgs. 165/2001», aggiunge Battaglia. La modifica approvata conferma il pieno rispetto degli impegni che il ministro della Giustizia aveva assunto con le organizzazioni sindacali e certifica, insiste Battaglia, «la bontà di un metodo, quello del confronto serio e leale tra amministrazione e parti sociali, che quando viene praticato con lealtà produce risultati concreti e duraturi».
LA STABILIZZAZIONE
Si chiude così un percorso lungo e complesso, costruito passo dopo passo attorno a un tavolo che non si è mai interrotto e che ha portato alla stabilizzazione di oltre 10.000 lavoratori precari, nel pieno rispetto delle prerogative professionali maturate da ciascuno di loro nel servizio prestato negli Uffici giudiziari. «Tale risultato restituisce dignità e prospettiva a migliaia di colleghe e colleghi e, allo stesso tempo, mette in sicurezza la funzionalità tutti gli Uffici giudiziari, anche nel segmento degli Uffici per il processo», continua il segretario generale di Confsal-UNSA. Per i lavoratori l’effetto pratico è immediato e concreto: inquadramenti, mansioni, competenze e percorsi di sviluppo professionale tornano a essere definiti nella sede propria, quella della contrattazione integrativa, e non calati unilateralmente per via legislativa. «È la garanzia che ciò che è stato conquistato al tavolo negoziale non possa essere riscritto altrove», conclude Battaglia.
