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Ufficio del processo, un candidato su tre è over 40

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La Corte di Cassazione Istock photo
italian supreme court of cassation in rome on sunny day with blue sky

Donna del Sud laureata in giurisprudenza e che ha più di 35 anni. Se si volesse tracciare il profilo tipo del candidato ai primi 8.171 posti del concorso per l’Ufficio del processo, l’identikit sarebbe questo. I dati, forniti dal ministero della Giustizia e dal Formez, sono stati pubblicati dal Sole24Ore. A presentare domanda sono stati poco più di 66 mila candidati. Si vedrà in quanti poi effettivamente si presenteranno alle prove. Il numero di per se non appare elevatissimo se si considera che al concorso per il Sud, che doveva assegnare circa 2.500 posti, i candidati erano stati inizialmente 100 mila. Le due sedi nelle quali sono state presentate la maggior parte delle domande sono quella di Napoli (poco più di 9 mila per 956 posti), e quella di Roma (7.900 domande per 843 posti).

Il candidato tipo

La stragrande maggioranza delle domande è arrivata dalle regioni del Mezzogiorno. Si tratta di oltre 30 mila candidature sulle 66 mila totali. Una percentuale vicina al 50 per cento. Le donne, come detto, sono la maggioranza. Il 70 per cento delle candidature. Segno probabilmente della grande difficoltà che oggi incontra chi vive nelle regioni Meriodionali ed ha una laurea in giurisprudenza, soprattutto se donna, a trovare degli sbocchi lavorativi. Data l’età media dei richiedenti (36 anni), è probabile anche che si tratti ancora del fenomeno di “fuga dalla toga” del quale PaMagazine si era già occupato (leggi qui) Non va dimenticato che il concorso per gli 8.171 posti per l’Ufficio del processo è per un posto a tempo determinato con un inquadramento nell’area funzionale F3 e, dunque, con uno stipendio di circa 1.400 euro mensili.

Pochi gli under 30

L’altra domanda da porsi è se, come era nelle premesse, il concorso per l’Ufficio del processo è riuscito ad attirare i giovani neo laureati. Nel bando, così come previsto dalla legge, è stato assegnato un punteggio doppio alla laurea quando è stata conseguita da meno di 7 anni. Nel loro complesso i titoli hanno un punteggio massimo di 15 punti. Alla laurea è assegnato un punteggio massimo di 3 punti. Ma, come detto, se la laurea è stata conseguita da meno di 7 anni il punteggio raddoppia. Quindi un ragazzo che si è laureato con 110 e lode negli ultimi 7 anni, potrà contare su ben sei i punti del titolo di studio. Questo meccanismo avrebbe dovuto attirare molto gli “under 30”. Ma non è andata proprio così. Gli “under 30” sono risultati solo il 30 per cento dei candidati. Tre su dieci. Gli altri 7 su dieci sono tutto over 30. Il 40 per cento dei candidati è tra i 30 e i 40 anni. Il 23 per cento tra i 40 e i 50 anni. E c’è un 7,6 per cento che ha più di 50 anni. Sarà a questo punto interessante capire se nei risultati delle prove i giovani under 30 riusciranno a superare gli over abbassando l’età media degli assunti.

Tempi stretti

I nuovi addetti all’Ufficio del processo dovranno entrare nei ranghi all’inizio del prossimo anno. I tempi sono stretti, perché legati all’erogazione delle risorse del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. I soldi vanno insomma spesi, altrimenti si rischia di perderli. All’Ufficio del processo sono legate aspettative molto alte da parte dell’amministrazione: tagliare i tempi medi dei giudici civili del 40 per cento e di quelli penali del 10 per cento. Ma i dubbi restano. Questi nuovi team dei magistrati, che non potranno partecipare alle udienze, dovranno comunque essere inseriti nel corpo dell’amministrazione della giustizia. Un trapianto d’organo che se non gestito con cautela e attenzione rischia il rigetto.

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