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Ufficio del processo, ecco il bando: giovani avvocati in pole position

4 minuti di lettura
Ufficio per il processo
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Arriva il primo bando per 8.171 addetti dell’ufficio del processo. Il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto. Le domande andranno presentate entro il prossimo 23 settembre. La candidatura sarà possibile soltanto attraverso il canale on line Step-One 2019 utilizzando l’identità digitale Spid. Ma cosa dice esattamente il bando, e quali saranno i profili che avranno maggiori chances di superare il concorso che, è bene ricordarlo, permetterà di siglare un contatto a tempo determinato con l’amministrazione?

LE REGOLE DEL CONCORSO

Il concorso sarà per titoli e una sola prova scritta. Alla prova scritta saranno ammessi un numero di candidati pari a 20 volte i posti banditi per ogni singolo distretto di Corte di Appello. I candidati potranno presentare domanda per un singolo codice, il che significa che dovranno scegliere per quale distretto presentarsi. Dunque sarà effettuata una preselezione dei candidati in base ai titoli. Diventa quindi fondamentale capire come i titoli sono valutati. Nel loro complesso i titoli potranno avere un punteggio massimo di 15 punti. Alla laurea sarà assegnato un punteggio massimo di 3 punti. Ma, e qui sta la prima vera novità di questo concorso, se la laurea è stata conseguita da meno di 7 anni il punteggio raddoppia. Quindi un ragazzo che si è laureato con 110 e lode negli ultimi 7 anni, potrà contare su tutti e sei i punti del titolo di studio. Man mano che il voto di laurea scende, anche il punteggio si riduce. Il 110 vale 2,75 punti, il 105 1,80 punti e così via, fino ai 0,5 punti del 66. Ovviamente per tutti vale la regola del raddoppio in caso di laurea ottenuta da meno di 7 anni. Un ulteriore titolo universitario, come una seconda laurea, vale 5 punti. Un master di primo livello vale 0,5 punti (ma se ne possono presentare al massimo due), un master di secondo livello vale 0,75 punti (anche qui vale la regola dei due titoli massimo). Un diploma di specializzazione, compresi quelli rilasciati dalle scuole legali, vale 1,5 punti. Un dottorato vale invece 3 punti. Così come l’iscrizione all’albo degli avvocati e a quello dei commercialisti (ci sono dei posti riservati in ogni distretto a laureati in economia). Chi ha svolto un tirocinio ex articolo 73 negli uffici giudiziari, avrà diritto a 4 punti. Con queste caratteristiche, un giovane avvocato che si è laureato da meno di 7 anni con il massimo dei voti e, magari, ha frequentato una scuola di specializzazione legale, ha buone possibilità di superare la prova preselettiva per titoli.

Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione

LA PROVA SCRITTA

La prova scritta consisterà in 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti. Il punteggio massimo sarà di 30 punti. La prova si intende superata se il candidato ha raggiunto il punteggio di 21 su 30. Ogni risposta corretta vale 0,75 punti. La mancata risposta vale zero punti. La risposta sbagliata viene conteggiata con un punteggio negativo di 0,375 punti. Il punteggio finale sarà calcolato come somma del punteggio ottenuto nella valutazione dei titoli e del punteggio ottenuto nella prova scritta.

I DISTRETTI

Ecco come sono ripartiti i posti per ogni distretto di Corte di Appello:

Cassazione 200 posti, Ancona 140 posti, Bari 306, Bologna 422, Brescia 248, Cagliari 248, Caltanissetta 106, Campobasso 51, Catania 331, Catanzaro 304, Firenze 446, Genova 251, L’Aquila 190, Lecce 303, Messina 148, Milano 680, Napoli 956, Palermo 410, Perugia 107, Potenza 125, Reggio Calabria 208, Roma 843, Salerno 218, Torino 401, Trieste 141, Venezia 388.

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