Riscossione delle tasse ferma fino a fine mese. Ma il primo giugno si riparte. Il decreto Sostegni-bis contiene una importante novità sul fronte delle imposte. Il governo, che ha bloccato l’invio di 35 milioni di cartelle esattoriali (ferme ormai dall’8 marzo 2020), è orientato a far ripartire la macchina.
Le tempistiche
Dunque fra poco più di quattro settimane verranno scongelati i carichi affidati all’agente della riscossione, compresi i pignoramenti su stipendi e pensioni. E senza una ulteriore proroga si sbloccheranno non solo le cartelle esattoriali, ma anche gli accertamenti esecutivi, i fermi e gli avvisi di addebito Inps. Nelle strategie del governo la lunga fase di decantazione fiscale, oltre che per dare respiro al Paese in crisi con la pandemia, è stata utile anche per elaborare la riforma della riscossione: un dossier che è stata affidato all’Agenzia delle Entrate.
Il meccanismo
A 15 anni dalla riforma che ha ricondotto la partita in mano pubblica, il meccanismo di recupero dei crediti è senza dubbio migliorato. Ma non a sufficienza. Per esempio, il volume degli incassi complessivi da riscossione stimati per l’anno 2020 risulta pari a 6,4 miliardi di euro. Davvero poco. Secondo l’Agenzia delle Entrate, lo Stato deve ridurre drasticamente i termini di esigibilità dei crediti. Lo scorso anno i termini sono stati ulteriormente prorogati e le prime comunicazioni di inesigibilità saranno trasmesse entro il 31 dicembre 2023 per i ruoli consegnati nell’anno 2018, mentre i crediti più antichi, la cui speranza di riscossione è assai remota, rimarranno ancora molti anni all’interno del magazzino. Norme alla mano, I crediti affidati nell’anno 2000, quindi 20 anni fa, saranno definitivamente rendicontati e cancellati solamente tra 22 anni.
Lo stock da smaltire
Insomma, la macchina procede troppo lentamente. La parola d’ordine della riforma alla quale pensa il governo è farsi pagare presto e concentrare la caccia sui crediti fiscali più sostanziosi abbandonando piste che costano troppo allo Stato rispetto ai risultati economici che possono dare. Ma il primo passaggio è liberarsi del magazzino della ex Equitalia (987 miliardi di euro), affogato da milioni di cartelle che in 9 casi su 10 oramai non sono in sostanza più esigibili.
Rottamazione
Tutto confermato, invece, sul fronte della rottamazione e del saldo e stralcio: per non perdere i benefici della definizione agevolata, chi è in regola con i versamenti del 2019 dovrà effettuare entro il 31 luglio 2021 il pagamento delle rate previste e non ancora versate nel 2020. Il pagamento delle rate previste nel 2021, invece, dovrà avvenire entro il 30 novembre 2021. Se il pagamento avverrà oltre i termini previsti (la legge consente ulteriori 5 giorni di tolleranza) o per importi parziali, si perderanno i benefici della misura. Quanto al condono delle cartelle esattoriali 2000-2010 fino a 5 mila euro di importo per chi ha un reddito inferiore a 30 mila euro, introdotto dal decreto Sostegni, non c’è stata alcuna variazione in sede di conversione parlamentare.
