Riscossione delle tasse ferma fino a fine mese. E a giugno si riparte con la possibilità di pagare a rate, con scadenza fino a 10 anni, per chi ha subito perdite oltre il 30% del fatturato. Il decreto Sostegni-bis, che il governo dovrebbe varare entro la fine della settimana, contiene una importante novità sul fronte delle imposte.
La novità
Il governo, che ha bloccato l’invio di 35 milioni di cartelle esattoriali (congelate ormai dall’8 marzo 2020) è orientato a far ripartire la macchina della riscossione. Però Palazzo Chigi sta mettendo a punto un meccanismo utile ad attutire l’impatto dell’ondata di atti, in una fase delicata come questa. Il ministero dell’Economia è infatti al lavoro per concedere un piano di rientro dai debiti tributari agevolato per chi figura tra i beneficiari dei ristori a fondo perduto. Vale a dire quei soggetti, con volume d’affari inferiore a 10 milioni, che nel corso dell’ultimo anno hanno accusato perdite del fatturato, appunto, superiori al 30%.
Il meccanismo
In pratica, chi incassa gli indennizzi e viene anche raggiunto da una cartella esattoriale potrebbe godere di rateizzazioni comprese tra 6 e 10 anni (fino ad un massimo di 120 rate). Nelle strategie del governo, una fase di decantazione fiscale sarebbe utile anche per lanciare la riforma della riscossione, la cui elaborazione è stata affidata all’Agenzia delle Entrate. A 15 anni dalla riforma che ha ricondotto la partita in mano pubblica, il meccanismo di recupero dei crediti è senza dubbio migliorato. Ma non a sufficienza. Ad esempio, il volume degli incassi complessivi da riscossione stimati per l’anno 2020 risulta pari a 6,4 miliardi di euro. Davvero poco.
Crediti antichi
Secondo l’Agenzia delle Entrate, lo Stato deve ridurre drasticamente i termini di esigibilità dei crediti. Lo scorso anno i termini sono stati ulteriormente prorogati e le prime comunicazioni di inesigibilità saranno trasmesse entro il 31 dicembre 2023 per i ruoli consegnati nell’anno 2018, mentre i crediti più antichi, la cui speranza di riscossione è assai remota, rimarranno ancora molti anni all’interno del magazzino. Norme alla mano, I crediti affidati nell’anno 2000, quindi 20 anni fa, saranno definitivamente rendicontati e cancellati solamente tra 22 anni. Insomma, la macchina procede troppo lentamente.
Fronte rottamazione
Tutto confermato, invece, sul fronte della rottamazione e del saldo e stralcio: per non perdere i benefici della definizione agevolata, chi è in regola con i versamenti del 2019 dovrà effettuare entro il 31 luglio 2021 il pagamento delle rate previste e non ancora versate nel 2020. Il pagamento delle rate previste nel 2021, invece, dovrà avvenire entro il 30 novembre 2021. Se il pagamento avverrà oltre i termini previsti (la legge consente ulteriori 5 giorni di tolleranza) o per importi parziali, si perderanno i benefici della misura. Quanto al condono delle cartelle esattoriali 2000-2010 fino a 5 mila euro di importo per chi ha un reddito inferiore a 30 mila euro, introdotto dal decreto Sostegni, non dovrebbero esserci modifiche in sede di conversione.
