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Super green pass, verso l’obbligo di terza dose per gli statali in front office

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Mentre siamo nel pieno della quarta ondata di epidemia da Covid-19 e intorno a noi altri Paesi iniziano a reintrodurre coprifuochi e lockdown (selettivi), il Governo italiano sta studiando varie tipologie di intervento, tra cui l’obbligo di terza dose per quei lavoratori che sono a contatto col pubblico, partendo dai dipendenti della Pubblica amministrazione dedicati al front office, gli insegnanti, le forze dell’ordine.

Una richiesta a più voci

«Sarebbe auspicabile che almeno i dipendenti della pubblica amministrazione e le forze dell’ordine fossero obbligati a vaccinarsi essendo a stretto contatto con la popolazione», ha detto in una recente intervista alla Stampa Giorgio Palù, professore emerito di Virologia all’Università di Padova, presidente dell’Aifa e membro del Cts. «Noi siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari», ha ricorddato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, «bisogna riflettere se farlo con altre categorie. Saranno valutazioni che dovremmo fare seguendo i dati, ma dobbiamo guardare al futuro con fiducia e dobbiamo continuare a rispettare le regole».

Vaccinazioni e Pa

Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è stato da sempre a favore, ad esempio, dell’obbligo di green pass per i dipendenti pubblici, e potrebbe dunque sostenere oggi anche l’obbligo di terza dose per gli statali. Si tratterebbe di estendere l’obbligo vaccinale (di tutte tre le dosi a questo punto) a tutti i dipendenti dei ministeri, delle Regioni e degli enti locali, degli enti pubblici non economici, delle agenzie fiscali, delle autorità indipendenti, della magistratura. Oltre a militari e forze di sicurezza, per un totale di circa 1,2 milioni di lavoratori. Ovviamente, per quanto riguarda ad esempio i dipendenti pubblici, ad essere interessati dall’obbligo dovrebbero – in caso – essere solo quei lavoratori direttamente a contatto col pubblico, come chi lavora allo sportello di un municipio piuttosto che al front desk dell’Agenzia delle Entrate.

Le misure allo studio

Una cosa è certa: il governo sta studiando nuovi interventi per contenere ulteriormente il dilagare della quarta ondata, ed evitare la reintroduzione di restrizioni alla libertà personale, come sta accadendo ad esempio nella vicina Austria. I provvedimenti verranno presi giovedì prossimo dal Consiglio dei ministri. Prima di tutto, come annunciato dal ministro Roberto Speranza, si anticiperà a cinque mesi dall’ultima dose il tempo per poter procedere al richiamo vaccinale. Inoltre sono allo studio dell’Esecutivo la riduzione da 12 a 9 mesi della durata del certificato verde (ma c’è chi chiede che sia ridotto a 6 mesi) e, appunto, l’introduzione dell’obbligo di terza dose per alcune categorie di lavoratori a contatto con il pubblico: sanitari, insegnanti, ma anche dipendenti della Pubblica amministrazione (destinati allo sportello). Le Regioni, da parte loro, chiedono un super Green pass alla austriaca: dunque un lasciapassare per i luoghi di socialità solo per chi si vaccina o è guarito, e un simil lockdown per i non vaccinati, che con il tampone potrebbero solo accedere ai posti di lavoro e ai servizi essenziali. Una ulteriore stretta che i Governatori chiedono sia introdotta anche in zona bianca.

1 Comment

  1. Per togliiere le mascherine quante dosi saranno necessarie? Perché se il vaccno serve ad un crrto punto dovranno soarire o mai?

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