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Da metà ottobre multe fino a 1500 euro per i no pass

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Tutti al lavoro con il green pass. Con alcune eccezioni mirate. E multe salate, fino a 1.500 euro, per chi viene sorpreso senza certificati o per chi non controlla. Il premier Mario Draghi piega tutte le resistenze e dopo un confronto con gli Enti locali sceglie la linea dura nella lotta alla pandemia. Dunque via libera, con il decreto, al green pass obbligatorio per i lavoratori del settore pubblico (2 milioni di statali erano già tenuti da agosto) e di quello privato a partire dal 15 ottobre.

Le multe

Il dl stabilisce che i datori di lavoro nella Pa dovranno definire “le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche” anche a “campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni”. Le nuove disposizioni sono equiparate a quelle della scuola e prevedono la sospensione dal lavoro per dieci giorni, rinnovabili, fino al 31 dicembre. E lo stop dello stipendio (ma non il licenziamento) dopo 5 giorni per i lavoratori che non si adeguano (ma per i privati ne basterà uno solo). Unica differenza: non si pagheranno i contributi per la sospensione. Se però il dipendente accede al lavoro eludendo il controllo, la sanzione diventa pecuniaria e disciplinare. E si va da un minino di 600 ad un massimo di 1.500 euro.

Parlamento “free

Le norme varranno per tutti, compresi gli organismi amministrativi ed elettivi, tranne che per i tre organi costituzionali, fra cui il Parlamento, che si daranno proprie regole “adeguandosi in coerenza”. L’autonomia degli organi costituzionali impedisce infatti che la norma possa essere messa nero su bianco nel decreto. L’obbligo di green pass per accedere a luoghi di lavoro nel mondo privato sarà esteso, oltre che alle Colf e agli autonomi, anche alle attività di volontariato e a quelle equiparabili. L’obbligo di esibire il green pass varrà anche per i magistrati, compresi quelli onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie che devono accedere agli uffici giudiziari. Le disposizioni non valgono invece per “avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo”. L’accesso senza il pass, dice ancora il decreto rappresenta un “illecito disciplinare” e come tale sarà sanzionato.

Tamponi

Dalla cabina di regia è stato anche stabilito l’obbligo per le farmacie di adeguarsi alla convenzione per un prezzo calmierato dei tamponi, che avranno una validità di 72 ore. Il prezzo base di 15 euro sarà ridotto ad 8 euro per i minorenni e per chi accede ai tamponi per fare attività di volontariato. Palazzo Chigi ha anche stabilito che guariti dal Covid non dovranno più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere il green pass ma lo otterranno subito dopo la prima somministrazione. L’articolo 4 comma 3 modifica infatti la normativa attuale sostituendo il passaggio in cui si affermava che la certificazione era valida “dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione” con le parole “dalla medesima somministrazione”. Il governo ha anche deciso di rinviare al 1° ottobre la decisione sulla capienza dei teatri e dei cinema, che il ministro della Cultura aveva chiesto che potesse tornare alla normalità da subito con l’esibizione della carta verde. Al momento la decisione resta congelata e sarà affrontata di nuovo tra due settimane.

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