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Super compensi per esperti e funzionari del Pnrr: fino a 100mila euro l’anno

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Super compensi per gli esperti e i funzionari che verranno assunti, da qui al 2026, per attuare il Recovery plan. Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha annunciato che nei prossimi cinque anni si apriranno almeno 1 milione di posti di lavoro nel pubblico e che gli esperti riceveranno una retribuzione fino a 100mila euro l’anno. Di più. Grazie allo sblocco del turn over, sempre nei prossimi cinque anni, ci saranno circa 100-120mila nuove assunzioni per via ordinaria, con contratti di lavoro a tempo indeterminato, secondo qualifiche specialistiche” e quindi 500-600mila nuovi assunti nei prossimi cinque anni.

La promessa

Era il 1994 quando Silvio Berlusconi si presentava all’elettorato promettendo 1 milione di nuovi posti di lavoro. Oggi, Brunetta, rievoca di fatto quella promessa, parlando di „anni di vacche grasse per l’occupazione», con 1-1,3 milioni di professionisti che entreranno nella Pa. Avranno contratti a termine, ma come ricordato da Brunetta la legge prevede che il 40% di queste persone possano essere assorbite nella Pa in forma ordinaria attraverso una procedura concorsuale. E gli stipendi sono a dir poco allettanti, fino a 100mila euro l’anno, come detto. Ma basteranno? «La mia preoccupazione – ha detto Brunetta presentando il portale InPa – non è quella dei salari, ma di trovare le specializzazioni sul mercato». Il concorsone Sud testimonia la difficoltà che la Pa riscontra quando cerca specialisti.

Primi ingressi

Cercasi mille esperti (o più) per supportare Regioni ed enti locali nella gestione delle procedure complesse dell’attuazione del Recovery plan italiano (come le valutazioni ambientali). Il loro reclutamento, tramite il portale InPa, avverrà entro la fine dell’anno. Tra questi mille ci saranno tantissimi ingegneri di diverse specializzazioni: chimici, ambientali, civili, dei trasporti, delle Tlc, energetici, gestionali, idraulici, informatici. E poi agronomi, architetti, avvocati, biologi, chimici e fisici, geologi, geometri, periti chimici. E una vera infornata di esperti nelle più disparate discipline: esperti amministrativi, di gestione, digitali, gestionali, giuridici, in ambiente, in contabilità pubblica, in edilizia, rinnovabili, informatici, statistici, tecnici in appalti.

La spesa

Seguendo le parole del ministro Brunetta è semplice: per pagare 100mila euro l’anno a professionista serviranno 300 milioni per arruolarli per tre anni. Ma ai primi mille esperti si aggiungeranno gli altri, come i funzionari assunti per il Pnrr, che andranno a riempire la nuova quarta area, che prevede una retribuzione annua di 70mila euro. Tutte le assunzioni, comunque, passeranno per il portale InPa, che servirà per far incontrare offerta e domanda di lavoro nella Pubblica amministrazione. Da una parte i professionisti possono inserire il proprio cv e ricercare le opportunità, dall’altra le pubbliche amministrazioni si registrano nel sistema per poter attingere al bacino degli oltre 5,6 milioni di professionisti censiti. A cui ora si aggiungono quelli che fanno capo alla Confederazione Aepi (Associazioni europee di professionisti e imprese), con cui la Funzione pubblica ha firmato l’ultimo protocollo d’intesa in ordine di tempo.

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