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Presidenza del consiglio, non c’è intesa sul rinnovo

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Fallisce la trattativa per il rinnovo del contratto della Presidenza del Consiglio. L’Aran ha fatto un ultimo tentativo per arrivare alla sottoscrizione del nuovo contratto dopo la rottura del 13 gennaio scorso. Ma è arrivata ancora una volta una risposta negativa da tre sigle sindacali (SNAPRECOM, SIPRE e UGL), che rappresentano il 49,88% degli iscritti.

La legge richiede il 51% per la firma del contratto. Dunque il tentativo è fallito e la fumata è stata di nuovo nera. La proposta dell’Aran resta quella di gennaio e si basa sui seguenti incrementi economici: 120,11 euro medi per tredici mensilità, di cui 93 euro sul fisso; un ulteriore incremento di stipendio tabellare per il trasferimento di risorse dall’accessorio pari a 456,97 euro/mese.

Gli arretrati contrattuali ammonterebbero, ad oggi, a 6.100 Euro medi. A tutte le risorse contrattuali andrebbero poi aggiunti 5 milioni di euro annui stanziati dalla legge di bilancio per il 2020 che la proposta di contratto rende disponibili per la produttività. Viste le perduranti condizioni di stallo, l’Aran ha fatto sapere che è impossibile proseguire la trattativa e dunque rimetterà la questione alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

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