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Stipendi, gli aumenti nei ministeri (+7,2%) trainano la crescita delle retribuzioni

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Nella media del 2025, rileva l’Istat, l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto del 2,7 per cento nella Pubblica amministrazione e del 3,1 per cento se si guarda invece all’insieme dei settori economici: per il secondo anno consecutivo si realizza così un parziale recupero rispetto all’inflazione, ferma al +1,7% nel 2025. A livello settoriale la crescita più marcata delle retribuzioni orarie si registra a ogni modo nel settore privato (+3,2%), nonostante la sensibile decelerazione negli ultimi due trimestri (+2,5% in entrambi, rispetto al +4,5% del primo trimestre e al +3,3% del secondo). Nel settore pubblico la crescita del 2,7 per cento è legata invece ai rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024, commenta l’Istat.

Ministeri: gli stipendi salgono del 7,2 per cento

Nel settore privato la crescita, pari come detto al 3,2 per cento, è trainata dal settore agricolo (+5,0%), da quello industriale (+3,4%) e in misura minore dai servizi privati (+3,0%). Per la Pubblica amministrazione l’incremento si ferma qualche gradino prima (+2,7%). Gli aumenti tendenziali più elevati riguardano però i ministeri (+7,2%), le forze armate (6,9%) e i vigili del fuoco (6,8%). A livello congiunturale le retribuzioni contrattuali orarie a dicembre 2025 registrano infine un aumento dello 0,2% rispetto a novembre 2025.

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Sono 27 i contratti in attesa di rinnovo: riguardano oltre 5 milioni di dipendenti

Alla fine del 2025, per l’insieme dei settori economici, risultavano in vigore 48 contratti collettivi nazionali per la parte economica: questi riguardano circa 7,6 milioni di lavoratori, che corrispondono a oltre la metà (il 57,8%) del totale dei dipendenti. Questa percentuale è la sintesi di una quota pari al 73,8% nel settore privato (100% nel settore agricolo, 47,2% nell’industria e 94,3% nei servizi privati) e a zero nella Pubblica amministrazione (nella Pa infatti tutti i contratti sono scaduti).

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Nel corso del quarto trimestre dell’anno scorso, evidenzia sempre l’Istat, sono stati recepiti 9 contratti e nessun contratto è scaduto. A fine dicembre 2025 i contratti in attesa di rinnovo erano 27. Questi ultimi riguardano circa 5,5 milioni i dipendenti, di cui 2,7 milioni nel settore privato (12 contratti) e 2,8 nella Pubblica amministrazione (15 contratti).

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Il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è diminuito dai 19,7 mesi di gennaio 2025 ai 18,9 mesi di dicembre 2025.

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