I tempi di erogazione del Tfs/Tfr ai lavoratori pubblici stanno migliorando? Le pratiche di Tfs liquidate entro 30 giorni sono passate dal 53,4% del 2024 al 57,4% del 2025. Nel caso del Tfr si è passati dal 55,7% al 73,3%. Così emerge dalla relazione di verifica del Comitato di indirizzo e vigilanza dell’Inps sull’attività dell’istituto. Insomma, un piccolo progresso c’è stato, ma per vederlo bisogna usare la lente di ingrandimento. «La situazione rimane comunque insoddisfacente per gli eccessivi ritardi, che si aggiungono ai tempi già lunghi previsti dalla normativa», così si legge nella relazione del comitato. La relazione di verifica rappresenta lo strumento con cui il Civ valuta la rispondenza delle attività complessivamente svolte dall’istituto di previdenza rispetto alle linee di indirizzo e agli obiettivi strategici contenuti nei suoi atti di programmazione, con una particolare attenzione agli impatti concreti sui cittadini e sulle imprese. Le pensioni afferenti alla gestione pubblica accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state pari al 93%, rispetto al 91,5% del 2024 e all’80% del 2023. Quelle accolte oltre 120 giorni nel 2025 sono l’1% rispetto al 1,3% del 2024 e al 4,9% del 2023. Le pensioni afferenti alla gestione privata accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state invece l’82%, rispetto all’81% del 2024 e al 76% del 2023, mentre quelle accolte oltre 120 giorni nel 2025 sono state il 3% rispetto al 4% del 2024 e al 6,5% dell’anno precedente. Le Naspi accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state il 93,8% rispetto al 93% del 2024 a al 91,5% del 2023. L’andamento dei tempi medi dell’invalidità civile, per la fase dell’accertamento sanitario, nell’ultimo triennio, registra al contrario un aumento dei tempi di attesa media, che passano dai 120 giorni del 2022 ai 125 giorni del 2025.
Tfs a due velocità
Tornando al Tfs/Tfr dei dipendenti pubblici, l’Inps, con la circolare n° 30 del 27 marzo, ha riepilogato i tempi e le modalità di pagamento della liquidazione degli statali. L’attuale assetto normativo, che prevede il differimento e la rateizzazione del pagamento delle prestazioni di importo superiore a determinate soglie, già più volte oggetto di giudizio di legittimità costituzionale da parte della Consulta, stabilisce che la prima rata del Tfs/Tfr vada erogata dopo 12 mesi dalla cessazione dal lavoro. Nel pubblico la buonuscita viene corrisposta in un’unica soluzione solo se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è pari o inferiore a 50.000 euro. Altrimenti il pagamento avviene in due tranche annuali per le somme inferiori a 100.000 euro e in tre tranche se l’ammontare complessivo della prestazione è uguale o superiore a 100.000 euro. Con la legge di Bilancio 2026 è stato avviato un processo di rimodulazione del termine dilatorio del pagamento del Tfs/Tfr. Prevista la riduzione da dodici a nove mesi del termine dilatorio per coloro che maturano i requisiti pensionistici a decorrere dal 1° gennaio 2027: l’anticipo si applicherà solo ai trattamenti spettanti nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età, di servizio o per il collocamento a riposo d’ufficio al raggiungimento dell’anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge. Continueranno perciò ad applicarsi i termini ordinari più lunghi in caso di pensione anticipata (12 mesi) e di uscita dal lavoro per dimissioni volontarie (24 mesi).
