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Dipendenti pubblici, ecco quando la liquidazione arriva dopo cinque anni

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Ci sono dipendenti pubblici andati in pensione prima del Covid e che a distanza di 46 mesi ancora non hanno visto un euro di liquidazione. Questo il quadro che emerge da numerose segnalazioni pervenute alla nostra redazione. Sotto tiro l’Inps, che però oggi ha dedicato a questo tema una nota di chiarimento. Sorpresa: leggendo la nota in questione si scopre che i tempi di attesa possono arrivare fino a 5 anni.

Il chiarimento

Il trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici ha tempi di pagamento diversi a seconda della cause di cessazione del rapporto di lavoro: può andare dai 105 giorni previsti nel caso di decesso del lavoratore o di uscita per inabilità a quasi cinque anni nel caso si sia usciti dal lavoro con la cosiddetta Quota 100 avendo esattamente 62 anni di età e 38 di contributi. Così è scritto nella nota di chiarimento dell’Inps sui tempi con i quali si può ottenere la liquidazione. Più nel dettaglio. «Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta per raggiungimento dei limiti di età o di servizio, il pagamento va effettuato non prima di 12 mesi dalla data di cessazione dal servizio. In tutti gli altri casi di cessazione del rapporto di lavoro, come per esempio le dimissioni e il licenziamento, il pagamento della prestazione spettante sarà effettuato non prima di 24 mesi».

Tempi biblici

L’Inps ricorda che quando si va in pensione prima di aver raggiunto i requisiti anagrafici o contributivi previsti dalla riforma Fornero, è il caso di chi ha beneficiato di Quota 100, i termini per l’erogazione del Tfs decorrono dalla data di raggiungimento del diritto teorico più favorevole – requisito anagrafico o contributivo previsto dalla riforma Fornero, quindi 67 anni di età o 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini – e non dalla data di effettivo collocamento a riposo. A seconda dell’importo al quale si ha diritto i tempi per l’erogazione complessiva possono arrivare fino a due anni dalla prima erogazione. L’erogazione della prestazione avviene in un’unica soluzione quando l’ammontare complessivo lordo è pari o inferiore a 50mila euro. Previste due rate annuali se l’ammontare complessivo lordo è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro. E tre rate annuali se l’ammontare complessivo lordo è pari o superiore a 100.000 euro. In caso di pagamento rateale, la seconda e la terza tranche saranno pagate rispettivamente dopo 12 e 24 mesi dalla data di decorrenza del diritto al pagamento della prima. Ai termini di pagamento previsti sulla base della causale di cessazione, la normativa aggiunge 90 giorni per gli adempimenti istruttori duranti i quali non maturano interessi di mora, in quanto l’elaborazione e la liquidazione dei Tfs dipende anche dalla celerità di trasmissione dei dati giuridici ed economici utili all’elaborazione della prestazione da parte degli enti ex datori di lavoro.

7 Comments

  1. E vi sembra normale che dopo 40 anni di lavoro i soldi che hai versato ti vengano restituiti dopo 5 anni? In nessun posto al mondo accade ciò e perdipiù solo gli statali devono aspettare i privati no. Fanno bene i giovani a non lavorare per la P. A.

    • Allora a me è andata bene ho aspettato SOLO 28 mesi pur avendo i requisiti e dopo mie sollecitazioni!!!
      Perche non dicono che dopo 24 mesi l’Inps ha ancora tre mesi per elaborare la liquidazione?

  2. Ringraziamo il ministro del tesoro dell’ epoca Prof Tremonti che decise di attuare questa iniqua assurda decisione soldi nostri che vengono tassati anche dalla inflazione di adesso grz caro ministro Tremonti tu e la lega che prendeste questa decisione, trattati peggio dei delinquenti,i veri delinquenti siete voi politici.

  3. I termini di pagamento del TFS che per legge sono stati stabiliti sono un abuso in quanto non in linea con quanto previsto per i privati che attendono solo i 3 mesi per lo svolgimento dei conteggi. È una disparità intollerabile anche perché tutti i flussi amministrativi per l’elaborazione dei conteggi di pensione e TFS vengono mandati all’INPS almeno 3 mesi prima della data di pensione o dimissioni. Chissà se qualcuno al governo vorrà porre rimedio

  4. Sono andato in pensione con la legge Fornero esattamente il 7 gennaio 2020, con un totale di 43 anni ed un mese di contributi. Prima tranche al 30esimo mese e la seconda, come già l’INPS mi ha annunciato, arriverà a gennaio. Insomma tempi biblici per l’erogazione di quanto ci è dovuto.

  5. È una vera ingiustizia questa diversità tra statali e privati. Proprio perché inps è Stato dovrebbe avere regole più celeri ed invece si tengono i nostri soldi per pagare anche gli aumenti ai parlamentari.
    Sono veramente amareggiata io dopo 41 anni e 10 mesi di lavoro devo aspettare 27 mesi??
    Sono proprio d’accordo con i i giovani che escano dall’Italia per lavorare e soprattutto non per enti statali!!!
    Paola Gervasi

  6. Pienamente d’accordo, ma, soprattutto, fanno bene i giovani più concreti e pragmatici ad andarsene dall’Italia e non aspettare di marcire , mendicare un posto di lavoro malpagato impossibilitati, così a sperare in un futuro migliore.

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