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Liquidazione statali, adesso la Corte Costituzionale valuta lo stop ai ritardi

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Buone notizie per i dipendenti pubblici che si apprestano ad andare in pensione per raggiunti limiti di età: con ogni probabilità non dovranno più aspettare anni prima di ricevere la liquidazione. La sezione Lavoro del tribunale di Velletri ha sospeso il giudizio sulla questione in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale sulla illegittimità delle norme che differiscono il pagamento del Tfr per i dipendenti pubblici e ne prevedono l’erogazione attraverso una modalità rateale. La Corte si pronuncerà nei prossimi mesi, ma a questo punto appare scontata la bocciatura delle disposizioni che attualmente consentono di versare il Tfr o l’indennità di buonuscita in modalità differita agli statali che vanno in pensione a 67 anni. «Si tratta di una vittoria per noi, il giudice ha formulato un giudizio di non manifesta infondatezza della questione di costituzionalità delle norme che disciplinano il pagamento della liquidazione ai pubblici dipendenti», ha spiegato l’avvocato Antonio Mirra, consulente legale dell’Unsa. 

Il ricorso

Tutto è nato da un ricorso “pilota” di un iscritto dell’Unsa al tribunale di Velletri. Il ricorrente è un dipendente dello Stato andato in pensione per raggiunti limiti di età. Ma in precedenza il tema era già finito sotto l’esame della Corte costituzionale, sempre per effetto di un ricorso di un iscritto dell’Unsa, che però era uscito dal lavoro anticipatamente. Proprio in quella occasione la Corte costituzionale aveva stabilito che fosse sacrificabile il diritto del lavoratore pubblico alla liquidazione solo nei casi di cessazione anticipata del rapporto di lavoro. Più nel dettaglio, con la sentenza 159 del 2019 la Corte ha giustificato da un lato la legittimità delle misure dilatorie e rateali relative al pagamento del Tfr in quanto è nell’interesse del governo disincentivare il collocamento anticipato in quiescenza, mentre dall’altro ha specificato di ritenere maggiormente tutelabili i lavoratori che vanno in pensione per raggiunti limiti di età. «Il tribunale di Velletri ha deciso di sospendere il giudizio in attesa della pronuncia della Corte costituzionale su ordinanza di rinvio formulata dal Tar del Lazio, sempre sulla legittimità delle medesime norme censurate dall’Unsa. Il ricorrente e l’Unsa stessa provvederanno adesso a costituirsi nel giudizio dinanzi alla Corte costituzionale per sostenere le ragioni giuridiche prospettate», ha annunciato l’avvocato Antonio Mirra. Il Tar del Lazio aveva sollevato con un’ordinanza dello scorso 17 maggio la questione di legittimità delle norme che attualmente dilazionano il pagamento del Tfr dei pubblici dipendenti rispetto alla tempistica prevista per il privato.

La beffa

Oggi il trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici ha tempi di pagamento diversi a seconda della cause di cessazione del rapporto di lavoro: può andare dai 105 giorni previsti nel caso di decesso del lavoratore o di uscita per inabilità a quasi cinque anni nel caso si sia usciti dal lavoro con la cosiddetta Quota 100 avendo esattamente 62 anni di età e 38 di contributi. Attenzione però perché con l’inflazione superiore all’8 per cento gli statali subiscono un’ulteriore penalizzazione: con il sistema attuale chi va in pensione quest’anno con 100 mila euro di Tfs o di Tfr rischia di ottenerne tra due anni 86 mila euro “reali”.

18 Comments

  1. Mi chiedo perché noi lavoratori ente pubblico anche se usciti in anticipo dal lavoro dopo 42 anni di contributi dobbiamo aspettare per riceve il TFR SOlDI NOSTRI !!! Lo Stato non ha nessuna giustifica a trattenere i nostri sacrifici.E’ una VERGOGNA !!!

  2. In Italia nulla è normale, e paradossale che l’amministrazione mi comunica che il 1 ottobre devono andare in pensione per limite di età, in un certo senso mi sta licenziando per giusta causa, nel contempo mi chiede di fare la domanda di pensione, che io non farò.. Mi spiegate che senso ha?! Forse è proprio pe il tfr?!

  3. Sono andato in pensione col massimo, 44 anni di servizio nello Stato con 65 anni di età, è passato un anno e mezzo e ancora niente, è una vergogna tutta italiana

    • Aggiungerei che nel mese di agosto il quotidiano LA STAMPA DI TORINO ha dedicato un’inchiesta sull’argomento e dopo tanto rumore a qualcuno che ha scritto al giornale è stato liquidato quanto dovuto. Chi come me a seguito i canali normali del sollecito, c,ontinua ad aspettare Che tristezza un paese dove perchè siano salvaguardatoi i propri diritti di lavoratore occorre rivolgersi ad un giornale. Che futuro per i nostri ragazzi in questo paese?

  4. Sono pienamente d’accordo con Vincenza ed aggiungo che non capisco perché essendo soldi già trattenuti e tassati, per l’erogazione si deve seguire l’andamento dell’inflazione!

  5. Io sono andata on pensione con 42 anni di lavoro dipendente pubblica go una piccola pensione con cumulo 5,42 lordi mensili il tfr mi verrà versato a 67 anni.
    Questa è una vergogna perché dei mesi pagati in stage ho saputo solo alla domanda di pensione non ho usufruito.

  6. È evidente che lo stato deve fare sopravvivere le banche. Il pensionato, se vuole incassare il dovuto in tempi brevi deve rivolgersi alla banca. Quante banche hanno aderito alla conversazione? In questo caso il tasso è 0,4 per cento. E pensare che sono soldi del lavoratore!

  7. Purtroppo anche i tempi di legge che sono già lunghi non vengono comunque osservato e i continui solleciti all’INPS puntualmente inutili. Io sono in pensione per limiti di servizio dal 1 luglio 2020 e non ho ricevuto ancora nulla. Non solo ma le risposte date quando si sollecita sono vaghe. A me nella stessa giornata tramite il numero verde sono state date risposte differenti. Mi domando cosa vedono gli operatori preposti. Vergognoso che nessuno prenda provvedimenti.

  8. Mi chiamo Maria Grazia, sono in pensione dal 1 luglio 2020 usufruendo Quota 100, con 39 anni e mezzo di lavoro come dipendente pubblica, e non trovo giusto che dopo più di 2 anni non ho ricevuto nessuna comunicazione per quanto riguarda il mio TFR.. ! Mi hanno detto che se volevo un anticipo potevo chiederlo alla banca, pagando(anche se basso) un interesse! Ma secondo voi è giusto che dopo che lo Stato mi ha trattenuto tutti i mesi i soldi per la mia Liquidazione , adesso per averli DEVO ASPETTARE ANNI O PAGARE INTERESSI! Quando mi arriverà la liquidazione (chissà quando?) Mi daranno anche gli interessi per tutto il tempo che ho aspettato? Non crede proprio. E adesso subentra anche il problema dell’inflazione! Posso dire È UNA VERGOGNA

  9. Non è giusto i Tfr deve essere pagato a chi va in pensione anche con quota 100 sono soldi nostri xché devo aspettare 5 anni ne ho bisogno da vivo non da morto tranquillo che i parlamentari la prendono subito.

  10. Andata in pensione con quota 100 il 1 settembre 2019, con 41 anni di servizio e 63 di età , richiesto anticipo liquidazione appena sono stati fatti decreti attuativi (fine 2020), ovviamente con interessi pagati da me, vedrò accreditato il saldo nel 2025 (se sarò ancora viva)! Vi sembra giusto?

  11. 1 agosto 2022 Ministro Brunetta firma rinnovo accordo quadro abi anticipo TFS tasso agevolato che non sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale quindi aspetteremo il nuovo governo Una bella presa in giro per chi aspettava al fine di prenotare un intervento chirurgico. Grazie ! Dopo 42 anni di servizio devo aspettare il 2024 Ho scritto a tutti per la
    Pubblicazione in gazzetta Non voterò mai più e domenica infatti non andrò a votare io e quelli che aspettavano la pubblicazione in Gazzetta

  12. Purtroppo il problema è che i sindacati si sono collusi con il potere ed hanno interesse affinché si vada a chiedere i nostri soldi alle banche, altrimenti non credete che avrebbero fatto battaglie x fa sì che paghassero la liquidazione in tempi brevi?

  13. Adesso, in campagna elettorale per le prossime elezioni, tutti questi fantomatici politici, hanno la faccia tosta di chiedere il voto. Ma nessuno di loro, a rotazione quando hanno governato, non hanno posto questo problema del TFR o TFS. È una vergogna, dovremmo far ritornare indietro le schede elettorali in massa. E poi mi parlano di DIRITTI e DOVERI dei cittadini italiani. Questi sono soldi che durante gli anni di lavoro con sacrifici enormi abbiamo versato e poi aspettare tanti anni per riaverli sempre se esisteremo. VERGOGNA

  14. Mi associo a tutti i miei ex colleghi…anche io sono andato in pensione con 62 anni di et’ e 43 anni di lavoro..ma sto tribolando per il tfs..e non so a questo punto come comportarmi..attendo che la situazione si sblocchi..o mi appoggio alle banche? Un rompicapo..! Oltre ad avere dato molti anni della mia vita per l’amministrazione..mi tocchera’ attendere ancora per avere i miei soldi!!! Una vergogna !

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