Il buco delle pensioni degli statali, nel 2022, si è attestato a 15,970 miliardi di euro. Lo si legge nella relazione della Ragioneria generale dello Stato sugli andamenti della spesa pensionistica e delle relative entrate contributive per i dipendenti pubblici, nell’ambito del Conto annuale 2023. Dieci anni di blocco del turn over (con conseguente stop alle assunzioni) e anche gli scivoli introdotti dai vari governi, a partire da Quota 100, hanno mandato in tilt i conti pubblici previdenziali dei pubblici dipendenti, portandoli in (profondo) rosso.
La voragine
La Ragioneria generale dello Stato, più nel dettaglio, fa notare che dal 2008 al 2015 l’incidenza della spesa pensionistica per i dipendenti pubblici in rapporto al PIL è aumentata significativamente a causa della diminuzione in termini reali del prodotto interno lordo rispetto al 2007. Tanto che se nel 2007 il “buco” dei conti pubblici per il totale delle gestioni previdenziali dei dipendenti pubblici era tutto sommato moderato, ovvero 3,667 miliardi di euro, nel 2015 aveva già toccato quota 4,428 miliardi. L’aumento si è poi intensificato nel 2019, con un buco nei conti di 12,498 miliardi di euro, anche a seguito degli interventi normativi diretti ad agevolare l’accesso al pensionamento anticipato. Effetto che si è poi ulteriormente amplificato nel 2020, sia per gli oneri su base annua degli accessi al pensionamento registrati nel 2019, sia per gli oneri derivanti dai nuovi accessi al pensionamento del 2020 risultanti anche superiori a quelli del 2019. La situazione, insomma, si è fatta preoccupante.
Gli effetti
La diretta conseguenza – spiega sempre la Ragioneria generale dello Stato – è un rilevante incremento annuo della spesa pensionistica, al netto dell’indicizzazione ai prezzi. Tanto che la tabella allegata alla relazione di Rgs che riguarda le gestioni previdenziali dei dipendenti pubblici registra per il 2020 un buco per le gestioni previdenziali degli statali pari a 14,023 miliardi di euro, che è poi aumentato a 14,435 miliardi nel 2021 e a 15,970 miliardi nel 2022.
Lo scenario
Entro i prossimi dieci anni oltre un terzo dei dipendenti pubblici adesso in attività andrà in pensione, ha stimato l’Inps. L’istituto, nell’Osservatorio sul pubblico impiego, ha sottolineato che i dipendenti pubblici con almeno 55 anni nel 2022 erano oltre 1,35 milioni, circa il 36% dei 3,7 milioni che nell’anno ha avuto almeno una giornata retribuita. Infine, solo il 22,1% dei dipendenti dello Stato ha meno di 40 anni e appena il 6,75% meno di 30.
