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Statali, la guerra fa schizzare gli interessi sull’anticipo del Tfs in banca: una “tassa” da 1800 euro

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A marzo aumentano sensibilmente i tassi di interesse applicati dalle banche sugli anticipi del Tfs/Tfr richiesti dai dipendenti pubblici. La conferma arriva dall’ultimo bollettino di Bankitalia sul rendistato, indice che fotografa l’andamento di un paniere di titoli di Stato, sulla base del quale gli istituti di credito calcolano gli interessi da applicare sull’anticipo del trattamento di fine servizio o di fine rapporto agli statali. Il rendistato generale è aumentato il mese scorso di quasi mezzo punto percentuale rispetto a febbraio, balzando sopra la soglia del 3%. Non è una sorpresa, visto che dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato fin da subito un’impennata.

Cosa è cambiato

Il tasso di interesse sui prestiti che gli istituti di credito erogano ai dipendenti pubblici è il risultato della somma del rendistato e di uno spread fisso allo 0,5%. A marzo il rendistato generale è salito al 3,345%, dal 2,958% del mese precedente. In media, dunque, per un prestito di 45 mila euro (questa la somma massima richiedibile da parte degli statali che si rivolgono al canale bancario per ottenere un’anticipo del Tfs o del Tfr) si pagano adesso intorno ai 1.800 euro di interessi. Intendiamoci, non è che questi prestiti fossero particolarmente convenienti prima del conflitto in Medio Oriente. A febbraio il tasso di interesse sui finanziamenti in questione si collocava attorno al 3,5% in media, mentre adesso sfiora il 4%. La situazione di incertezza che si è venuta a delineare nelle ultime settimane a causa della guerra, tuttavia, ha portato a un peggioramento, e questo è indubbio.

Lo scenario

Se gli statali si rivolgono alle banche, e sono persino disposti a pagare una “tassa” onerosa oltre che ingiusta per ottenere subito dei soldi che spettano loro di diritto, è perché l’Inps impiega anche più di 5 anni per corrispondere la liquidazione ai lavoratori della Pa cessati dal servizio. Ma cosa potrebbe succedere in assenza di una pace duratura in Medio Oriente? In questo caso è altamente probabile che il rendistato continui ad aumentare ancora nei prossimi mesi. Il che rende ancora più urgente trovare una soluzione per superare il meccanismo del pagamento differito e rateizzato della buonuscita dei dipendenti pubblici. La Consulta ha da poco chiesto al governo di intervenire. I giudici, che già in passato si erano espressi contro il pagamento differito del Tfs/Tfr in ambito pubblico, si pronunceranno sulla legittimità costituzionale di tale meccanismo a gennaio del prossimo anno, a meno che non venga trovata entro allora una soluzione che allinei i tempi di erogazione della buonuscita dei dipendenti pubblici a quelli in vigore attualmente nel privato.

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