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Contratti, per gli statali 160 euro in più al mese in busta paga

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I rinnovi dei contratti per il 2022-2024 porteranno in dote ai dipendenti pubblici incrementi retributivi del 6,2%, quindi superiori a quelli scaturiti dalle precedenti tornate. Lo evidenzia il Rapporto semestrale dell’Aran sugli stipendi degli statali. I numeri, secondo il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che non ha mancato di ricordare che ci sono a disposizione circa 10 miliardi di euro per i nuovi contratti del pubblico impiego, dimostrano l’attenzione dell’attuale governo nei confronti dei lavoratori dello Stato. Un terzo delle risorse stanziate in legge di Bilancio sono destinate proprio agli statali. Il rapporto dell’Aran analizza anche l’impatto sulle buste paga pubbliche dell’anticipo dell’indennità di vacanza contrattuale maggiorata, avvenuto a dicembre. Inoltre, confronta la crescita delle retribuzioni degli statali nel medio e lungo periodo con quella riscontrata nel settore privato.

I numeri

Centosessanta euro di aumento medio al mese. Ecco di quanto cresceranno gli stipendi dei dipendenti pubblici con i nuovi contratti. Per il triennio 2016-2018 gli incrementi sono stati del 3,5% e del 4% per il 2019-2021. Per quanto riguarda l’anticipo dell’indennità di vacanza contrattuale, aumentata di 6,7 volte, quest’ultimo nel pubblico impiego si è tradotto a dicembre in un aumento congiunturale, mese su mese, del 16,6% delle retribuzioni. L’impatto maggiore si è registrato sulle buste paga del personale non dirigente della Pa, che a dicembre sono risultate essere superiori del 19,7% rispetto a novembre.

Hanno beneficiato dell’anticipo delle tredici mensilità dell’indennità di vacanza contrattuale solo i dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato delle amministrazioni statali. Infine, tra il 2013 e il 2023, i salari in Italia sono aumentati del +13,4%: nel privato la crescita delle retribuzioni è stata del 14,3%, mentre nel pubblico l’asticella si è fermata all’11,6%.

Il commento

«Gli aumenti salariali hanno superato i tassi di inflazione nelle ultime due tornate, con un andamento opposto nel periodo 2022-2024», segnala l’Aran. Il presidente dell’agenzia, Antonio Naddeo, ha spiegato che «rilanciare il lavoro pubblico dando continuità alla contrattazione è l’obiettivo di tutti». E ha aggiunto che «le risorse stanziate per i rinnovi non solo riconoscono il valore cruciale del lavoro svolto dal pubblico impiego, ma rappresentano anche un segno di fiducia e l’investimento fondamentale dello Stato nel futuro della Pubblica amministrazione». Questa settimana Aran e organizzazioni sindacali hanno anche sottoscritto definitivamente il contratto collettivo nazionale di lavoro 2019-2021 relativo al personale del comparto Sanità, in particolare, del ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria.

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