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Funzioni centrali, firmato il nuovo contratto: aumenti fino a 117 euro

7 minuti di lettura
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Il nuovo contratto delle Funzioni Centrali, il primo dei quattro rinnovi per gli statali, è stato firmato. Si tratta per ora della pre-intesa, che adesso dovrà avere l’avallo del ministero dell’Economia, della Corte dei Conti, per poi avere il via libera in consiglio dei ministri. Insomma, per arrivare alla firma finale ci vorranno un paio di mesi almeno. Questo significa che gli aumenti dovrebbero essere visibili sui cedolini di febbraio o marzo. L’accordo è stato raggiunto dall’Aran e dalle principali sigle sindacali su un testo di 106 pagine che ha richiesto ben 25 riunioni del tavolo della trattativa. Il contratto è particolarmente innovativo sotto diversi punti di vista. Oltre agli aumenti tabellari, che dopo le ultime limature sono leggermente saliti rispetto alle precedenti bozze, il contratto disegna dopo anni il nuovo ordinamento professionale. E per la prima volta viene anche regolamentato lo smart working nel pubblico impiego.

GLI AUMENTI TABELLARI

Gli aumenti tabellari per ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, andranno da 63 euro lordi mensili per un dipendente di prima Area fascia F1, ai 117 euro di un ispettore generale. Per il Cnel, l’incremento andrà dai 63 euro per un dipendente area A livello 1 fino ai 106 euro per un dipendente area C livello 5. Per l’Enac, l’Ente nazionale di aviazione civile, l’Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, e per l’Ansv, Agenzia Nazionale per la sicurezza del volo, gli aumenti tabellari oscilleranno dai 62,30 euro lordi mensili per un dipendente A1, fino ai 151,80 euro lordi mensili per un professional PII 4 super. Gli aumenti massimi ci saranno per l’Agid, l’Agenzia per il digitale. Si andrà dai 63 euro lordi mensili per un operatore F1, fino a 194,46 euro per un professional F9.

LE CARRIERE

Il nuovo contratto introduce il nuovo ordinamento professionale. Nelle funzioni centrali le aree, ribattezzate famiglie professionali, passeranno da tre a quattro. La quarta area è stata definita “delle alte professionalità”. Si tratta di un’area che nascerà vuota. La retribuzione della quarta area sarà di 35 mila euro lordi annui, ai quali si aggiungerà una indennità di posizione che potrà oscillare tra 11 mila e 29 mila euro lordi annui. Oltre all’indennità di posizione, vengono previsti dei premi di risultato e degli incentivi alla mobilità territoriale. Anche le altre tre aree cambieranno nome. La prima area viene definita degli “operatori”. La seconda area degli “assistenti” e la terza dei “funzionari”. Per i passaggi tra le aree non sarà più necessario partecipare a un concorso pubblico. Le progressioni tra un’area e quella immediatamente superiore avverranno tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari. Ovviamente bisognerà possedere i requisiti previsti per l’accesso all’area. Ma con una eccezione. Fino al 2024 i passaggi potranno essere effettuati anche in deroga al possesso dei titoli. Un operatore potrà passare ad assistente senza diploma di scuola superiore, ma avendo maturato almeno 8 anni di esperienza nell’area di appartenenza. Così un assistente potrà diventare funzionario anche senza laurea, ma avendo alle spalle almeno 10 anni di esperienza.

La nuova classificazione

LE PROGRESSIONI ORIZZONTALI

All’interno di ciascuna area, ai dipendenti potranno essere assegnati dei “differenziali stipendiali”. Lo scopo sarà remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti nello svolgimento delle funzioni proprie dell’area e della famiglia professionale. Quanto valgono questi “differenziali stipendiali”? Per i funzionari 2.250 euro lordi annui; per gli assistenti 1.250 euro lordi annui e per gli operatori 800 euro lordi annui. Ogni dipendente potrà avere nella sua carriera al massimo 5 scatti (se funzionario o assistente) e 2 se operatore. Come saranno assegnate le progressioni? In base a un mix tra valutazione (varrà il 40 per cento del giudizio), anzianità di servizio (fino al massimo ad un altro 40 per cento) e per poi criteri da stabilire nella contrattazione integrativa.

LO SMART WORKING

L’accordo regola per la prima volta anche lo smart working. Verranno introdotti due tipi di lavoro agile: lo smart working propriamente detto e il lavoro da remoto. Nel primo caso si tratta del classico meccanismo dello smart working, quello per obiettivi. La prestazione lavorativa viene eseguita in parte all’interno dei locali dell’amministrazione e in parte all’esterno di questi, senza una postazione fissa e predefinita, entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. La giornata sarà divisa in due fasce: quella di contattabilità e quella di disconnessione. Scompare, dunque, rispetto alle prime bozze, la fascia di operatività, quella cioé durante la quale il dipendente oltre ad essere contattabile via mail e telefono, avrebbe anche dovuto immediatamente svolgere il compito assegnato. La fascia di disconnessione va dalle 22 della sera alle 6 del mattino. Durante queste ore il dipendente non può essere contattato. La fascia di contattabilità, durante la quale invece possono essere inviate mail ed effettuate telefonate, non può comunque durare oltre l’orario medio giornaliero. Oltre al lavoro agile propriamente detto, sarà possibile optare anche per l “lavoro da remoto”, dove il dipendente ha gli stessi vincoli di orario dell’ufficio. In questo caso, a differenza dello smart working per obiettivi, il lavoratore avrà diritto a permessi e buoni pasto.

6 Comments

  1. Ma chi è andato in pensione nel 2019 oppure 2020, beneficerà dell’intero contratto e delle progressioni orizzontali? Grazie per la risposta.

    • La Cassazione ribadisce che, nel pubblico impiego gli adeguamenti retributivi previsti nel rinnovo contrattuale, spettano anche se il dipendente ha cessato il rapporto di lavoro in data anteriore alla stipula del rinnovo contrattuale, in assenza di diverse indicazioni stabilite dalla contrattazione collettiva.

    • Se apri la bozza della pre intesa c’è un paragrafo dedicato per chi è andato in pensione nel 2019 . Spetta anche il ricalcolo sulla buona uscita e il mancato preavviso .

  2. La solita storia la scuola dipende dalla svizzera non e’ pubblico
    Impiego per gli altri ministeri arrivano sempre i rinnovi x la scuola solo altre
    Incombenze
    Arivergognatevi

  3. Italia 03.05.2022
    Gli stipendi del personale sanitario non medico pubblico sono nettamente inferiori a quelli europei, gli infermieri hanno una media europea di paga annuale pari ad almeno 55000 euro 💶 lordi annui. Molti Infermieri laureati con master e dottorato di ricerca non gli è riconosciuto nulla economicamente. Non è assolutamente ammissibile ed accettabile che nello Stato vi siano categorie statali con stipendi da nababbo e chi serve l’Italia 🇮🇹 in tempi difficili debba avere aumenti limitati. Se si vuole rilanciare l’economia reale è necessario redistribuire la ricchezza nazionale e soprattutto mettere soldi pesanti che rilancerebbero i consumi.
    No ai bonus, no al reddito di cittadinanza, si al taglio del cuneo fiscale ed aiuti alle imprese e commercio di ogni ordine e grado purché assumano nel limite del possibile.
    I soldi dei bonus vanno messi in busta paga.
    distinti saluti
    Domenico Infermiere

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