Nei ministeri verranno assunti circa trecento funzionari per la revisione della spesa. La manovra ha tagliato le dotazioni finanziarie dei dicasteri per oltre dieci miliardi in tre anni. I ministri, inoltre, sono chiamati a ridurre le uscite di 500 milioni di euro quest’anno (700 nel 2027). Un bando pubblicato dal Mef alla fine di dicembre prevede il reclutamento, a tempo indeterminato, di 294 unità di personale esperto in revisione della spesa pubblica. Le assunzioni saranno completate entro l’estate. Per candidarsi al concorso c’è tempo fino al 27 gennaio.
Il bando
Verranno assunte, oltre a 261 funzionari, anche 33 elevate professionalità, i cui stipendi potranno arrivare a toccare anche i centomila euro annui. I vincitori del concorso saranno assegnati ai vari dicasteri per coordinare le forbici della spending review e aiutare i ministri a raggiungere gli obiettivi di contenimento della spesa prefissati. Come detto, solo quest’anno le uscite dei ministeri dovranno essere ridotte di mezzo miliardo di euro.
I ministeri
Le elevate professionalità saranno assunte al ministero dell’Economia (11), in quello dell’Interno (10), al Turismo (6) e al ministero della Cultura (6). Per quanto riguarda i funzionari, il ministero degli Affari esteri ne recluterà 34 in tutto, altri 33 saranno collocati al Miur, 32 opereranno al ministero del Lavoro, 30 andranno al ministero dell’Agricoltura, mentre al Mef di Giancarlo Giorgetti ne saranno assegnati solo 4. Quindici funzionari esperti in revisione della spesa saranno assegnati infine alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal momento che anche Palazzo Chigi è chiamato a dare il suo contributo in termini di riduzione della spesa pubblica.
Il risparmio
Dai bilanci dei ministeri spariscono con la manovra 2026 ben 10,4 miliardi di euro: sono stati fatti slittare al prossimo triennio 7,2 miliardi di euro, mentre altri 3,2 miliardi di euro sono stati cancellati in via definitiva. Il solo ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti deve scontare tagli per 1,2 miliardi di euro. Subiscono tagli pesanti anche i ministeri della Salute, della Giustizia, dell’Ambiente, del Turismo, dell’Istruzione e della Cultura. La legge di Bilancio appena entrata in vigore non individua per quest’anno nuovi obiettivi di risparmio rispetto a quelli già fissati – 500 milioni nel 2026 e 700 nel 2027 – ma opera un’ulteriore riduzione di spesa di parte corrente, in termini di risparmi dei ministeri, pari a 354,9 milioni di euro per il 2026, 283,9 milioni di euro per il 2027 e 1,14 miliardi circa a decorrere dal 2028.
