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Obbligo di giuramento per i dipendenti pubblici: sì o no?

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Il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, propone di reintrodurre l’obbligo di giuramento per tutti i dipendenti pubblici. La proposta ha riacceso il dibattito su un tema sensibile per il personale del settore pubblico. PaMagazine ha lanciato questa settimana un SONDAGGIO per conoscere il parere dei lettori. Finora oltre il 70 per cento dei rispondenti al SONDAGGIO ha detto di essere favorevole all’obbligo di giuramento. Il 27 per cento, invece, si è detto contrario.

Civil servant

Il giuramento nasce per fissare un un vincolo morale e simbolico tra il dipendente e la Repubblica. Potremmo equipararlo a una sorta di “contratto di coscienza”. Già Renato Brunetta, durante il suo primo mandato da ministro della Pa, aveva tentato di ripristinare l’obbligo di giuramento di fedeltà alla Repubblica all’interno degli uffici pubblici. Adesso Paolo Zangrillo ci riprova. «Essere un dipendente pubblico – ha affermato nei giorni scorsi il titolare del Dipartimento della Funzione pubblica – è una cosa un po’ diversa che lavorare per un’azienda privata». Il ripristino dell’obbligo di giuramento di fedeltà alla Repubblica per i dipendenti pubblici non sarebbe solo un atto simbolico, perché andrebbe a sottolineare, in maniera netta, l’impegno etico che ogni statale si assume, nei confronti dello Stato e dei cittadini, quando accetta un incarico in un’amministrazione pubblica. Il giuramento di fedeltà equivarrebbe perciò a un riconoscimento, e andrebbe a evidenziare, valorizzandolo, il ruolo di civil servant del dipendente che, a differenza del collega del privato, pone la sua competenza professionale, e il suo senso civico, al servizio della collettività. Per il ministro non si tratterebbe, dunque, di un mero adempimento burocratico, ma di una riaffermazione solenne del dovere civico e professionale dei lavoratori della Pubblica amministrazione. La formula che potrebbe essere estesa a tutti gli impiegati statali è quella utilizzata dai ministri quando assumono il mandato davanti al Capo dello Stato: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione».

La storia

Il rituale del giuramento è stato abrogato quasi 30 anni fa, dall’art. 3 del Dpr n. 253 del 19 aprile 2001, che lo aveva lasciato valido solo per i dipendenti “non contrattualizzati”, come magistrati, militari, poliziotti e diplomatici. Per il personale della scuola l’obbligo di giuramento è scaduto invece nel 1981, quando fu abolito dalla legge 116 del 30 marzo di quell’anno.

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