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Nuovo lavoro agile: nella Pa smart working senza limiti da gennaio

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Meno paletti per lo smart working nella Pa. Via la soglia minima di dipendenti da remotizzare, corrispondente al 15 per cento dei lavoratori smartabili. Non significa che tutti gli statali svolgeranno la prestazione in presenza: più semplicemente, le amministrazioni saranno libere con i Piao, i nuovi piani unici della Pa, di stabilire quanti dipendenti potranno lavorare da remoto, senza dover adattarsi a quote prefissate come avvenuto nell’ultimo anno e mezzo. La novità era nell’aria. Il tema è stato discusso anche nel corso del convegno sul lavoro pubblico futuro organizzato da PaMagazine a Riccione il 20 ottobre nell’ambito del Congresso annuale della Confsal-Unsa, al quale hanno preso parte il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, il presidente dell’Inapp Sebastiano Fadda, il responsabile dell’Osservatorio sullo smart working del Polimi Mariano Corso e (con un saluto videoregistrato) il ministro della Pa Renato Brunetta.

Addio quote

Il lavoro agile, una volta che verrà adeguatamente contrattualizzato, si scrollerà dunque definitivamente di dosso percentuali da rispettare. Il nuovo contratto per le funzioni centrali, ora oggetto di trattativa, farà da apripista. L’idea è di rispettare l’autonomia delle singole amministrazioni che con i Piao, da presentare entro il prossimo 31 gennaio, individueranno la quota di dipendenti da mettere in smart working. Nei Piao verranno anche fissati gli obiettivi che dovranno raggiungere i lavoratori agili e le modalità attraverso cui verranno monitorate le performance di chi opera da remoto. Tradotto, ci saranno amministrazioni che potrebbero ricorrere al lavoro agile in forma estesa e altre che invece potrebbero decidere di azzerare o quasi questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.

Lavoro efficiente

I Piao, nei quali confluiranno anche i vecchi Pola, i piani organizzativi per il lavoro agile, dovranno passare attraverso la contrattazione integrativa. I sindacati vogliono poter dire la loro, per esempio, sulle nuove pagelle per lo smart working e sui criteri in base a cui verranno misurate le performance dei dipendenti smartati. La parola d’ordine è: efficienza. Se un’amministrazione non garantirà un servizio di qualità elevata all’utenza allora i lavoratori in smart working potranno essere richiamati in ufficio con un breve preavviso per sopravvenute esigenze lavorative. La clausola anti-arretrati troverà spazio nel nuovo contratto. Il contratto punta anche a garantire in materia di lavoro agile il diritto alla disconnessione, venuto spesso a mancare durante i mesi più caldi dell’emergenza sanitaria.

4 Comments

  1. Dico che allora i collaboratori scolastici come i coadiutori di conservatori e accademie che fanno soli nelle istituzioni gestiscono loro mentre gli amministrativi da casa non rispondono neanche per formali informazioni che stronzata.

  2. Che sia di esempio l’ultimo anno e mezzo passato in lavoro agile. Un funzionario del trattamento economico del personale di una PA di Roma. Meno traffico quindi meno inquinamento.. Risparmio energetico per le PA Meno traffico nelle città ecc. Ecc. W lo smart working.

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