Ancora una retromarcia sullo smart working. Il lavoro agile semplificato per i dipendenti fragili del pubblico e del privato sarà esteso solo al primo trimestre del 2023. Inizialmente il governo aveva pensato di confermarlo per tutto l’anno prossimo. Discorso diverso per i genitori con figli under 14: anche questa categoria di lavoratori sperava in una proroga dello smart working agevolato, che però non è arrivata. Risultato? Nel loro caso torneranno a dettare legge gli accordi individuali.
La proroga
Il lavoro agile semplificato per i fragili era stato prolungato fino al 31 dicembre di quest’anno dal precedente governo. L’emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio della Camera stabilisce che fino al 31 marzo del 2023 i lavoratori fragili potranno operare da remoto, sia nel pubblico che nel privato, anche esercitando un’altra mansione. Il datore di lavoro, specifica il testo, assicura lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento. L’emendamento, come detto, non menziona tuttavia i genitori con figli under 14, che finora hanno goduto della stessa “corsia preferenziale”. Dure proteste sui social. Ieri molti lavoratori delusi hannio riversato il loro disappunto su Twitter e Facebook.
I numeri
Secondo i dati dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, in Italia il lavoro agile coinvolge al momento circa 3,6 milioni di persone, che nel 2023 dovrebbero aumentare di 300mila unità. Nel pubblico impiego questa modalità organizzativa è disciplinata dagli accordi individuali già da diversi mesi, oltre che dai Piao delle pubbliche amministrazioni. Solo i fragili sfuggono agli accordi individuali nella Pa. Un decreto del ministero della Salute ha individuato le patologie per le quali si rientra in questa categoria di lavoratori (sono considerati fragili i chemioterapici, gli immunodepressi, i portatori di disabilità e le persone che soffrono di patologie degenerative).
Pensionati
Un altro dietrofront ha riguardato i pensionati. Resta infatti il divieto per la Pubblica amministrazione di conferire incarichi remunerati di qualunque tipo a chi è uscito dal lavoro. Un divieto che il governo aveva pensato di far saltare. La legge di Bilancio in compenso apre a ulteriori assunzioni nei ministeri. Il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste cerca 300 funzionari per il contrasto alle frodi. Al ministero degli Affari esteri saranno assunti in 520 entro il 2024. Il potenziamento della Corte dei Conti nel biennio 2023-2024 richiederà invece l’assunzione di 13 unità dirigenziali di seconda fascia, di 104 unità per l’area funzionari e di 242 unità per l’area assistenti.
