La previdenza dedicata per le lavoratrici e i lavoratori del comparto Sicurezza e Difesa sembra essere finita su un binario morto. I sindacati hanno chiesto al ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, di avviare con urgenza un tavolo di confronto su questo tema. La richiesta mira a dare concreta attuazione agli impegni assunti dal governo in occasione della sottoscrizione del Ccnl del comparto relativo al triennio 2025-27. «Sarà al più presto aperto un tavolo interministeriale per dotare questo comparto di una previdenza commisurata alle specificità del personale in uniforme», aveva promesso Zangrillo a luglio. Per le organizzazioni sindacali la previdenza dedicata rappresenta un tema centrale. La misura è considerata indispensabile per assicurare una maggiore adeguatezza delle future prestazioni pensionistiche e per riconoscere, anche sotto il profilo previdenziale, la specificità del lavoro in divisa. La questione interessa in particolare il personale arruolato dopo il 31 dicembre 1995, soggetto integralmente al sistema contributivo e destinato, a partire dal 2036, a subire una significativa riduzione del trattamento pensionistico, nonostante una carriera caratterizzata da impieghi operativi, limitazioni dei diritti, disponibilità permanente e rischi ben superiori rispetto al restante pubblico impiego.
LE RISORSE
Il Coisp, insieme a Sap, Fsp Polizia e Silp Cgl hanno chiesto al ministro Zangrillo un’accelerazione affinché vengano definiti a stretto giro i tempi di avvio del percorso e le modalità del confronto istituzionale. Vanno poi individuati gli strumenti necessari alla realizzazione della previdenza dedicata e le misure da adottare per utilizzare le risorse disponibili. Una parte delle risorse è già stata prevista dal legislatore con la legge di Bilancio 2022, che ha istituito un apposito Fondo destinato proprio alla progressiva perequazione del regime previdenziale del personale delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2022, 40 milioni di euro per il 2023 e 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2024. Tali risorse sono state espressamente previste per finanziare misure di previdenza dedicata e previdenza complementare a favore del personale del comparto Sicurezza e Difesa. I sindacati chiedono al governo di destinare il 100% delle risorse già stanziate alla previdenza dedicata e di completare il finanziamento del provvedimento attraverso un ulteriore stanziamento pluriennale.
