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Sergio Gasparrini: «Con InPa spazio ai migliori»

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Avviato in forma sperimentale il 10 agosto scorso, il nuovo portare del reclutamento della Pubblica amministrazione, InPa, ha visto registrarsi oltre 30mila professionisti nelle sue prime due settimane di vita. Per Sergio Gasparrini, tra i massimi conoscitori della Pubblica amministrazione in Italia, oggi magistrato di nomina governativa della Corte dei conti ed ex presidente dell’Aran, si tratta di una buona partenza. «Questi numeri», ha commentato Gasparrini, «lasciano ben sperare sul successo di questa forma “straordinaria” di reclutamento». La piattaforma InPa, che PaMagazine ha di recente provato per voi, punta a mettere in contatto diretto domanda e offerta di lavoro nella Pubblica amministrazione e, nella fase iniziale, servirà a mettere sotto contratto le migliaia di professionalità necessarie ad attuare il Pnrr.

In autunno online i bandi

«Questa forma di reclutamento appare strutturata per selezionare i più meritevoli», prosegue l’ex presidente dell’Aran. Il portate pubblico per ora funziona in modalità sperimentale, ovvero si può solo inserire il curriculum. Dall’autunno verranno anche pubblicati i bandi e gli avvisi di selezione del personale necessario alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Poi entro il 2023 il Portale ospiterà pure i bandi dei concorsi pubblici ordinari, in sinergia con la Gazzetta Ufficiale, nonché le procedure di mobilità dei dipendenti pubblici.

Effetto Pnrr

Le candidature spontanee, intanto, continuano ad aumentare al ritmo di 2mila al giorno. «La breve durata prevista per l’intera procedura selettiva (100 giorni in tutto) da un lato e l’importanza della attività alla quale saranno applicati i neo-assunti (la verifica del Pnrr) dall’altro, giocano senza dubbio un ruolo chiave nell’attrattività dell’offerta di lavoro», sottolinea sempre l’ex numero uno dell’Aran. Che però aggiunge: «Permane il dubbio sulle future sorti di buona parte di questi super-specialisti che, salvo qualche futuro e non improbabile intervento legislativo salvifico, rischieranno di trovarsi tra qualche anno senza un lavoro».

I numeri

Non ci sono però solo le candidatire spontanee da tenere d’occhio. Verranno inglobate in InPa anche altre banche dati di curricula: il Dipartimento della Funzione pubblica ha siglato protocolli d’intesa con ProfessionItaliane, che riunisce la Rete delle professioni tecniche e i Cup (circa 1,5 milioni di professionisti), con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (oltre 120mila professionisti) e con Assoprofessioni, che organizza circa 50mila addetti appartenenti alle professioni non regolamentate (tra le quali gli esperti ambientali e di sicurezza del lavoro). Ha, inoltre, attivato una partnership con LinkedIn, (che raggruppa oltre 15 milioni di professionisti in Italia), per amplificare le occasioni di lavoro nella Pubblica amministrazione e raggiungere in maniera mirata i professionisti attivi in Italia.

Come ci si candida

Come spiegato nella nostra guida su Inpa, inserire il proprio curriculum all’interno del portale non è difficile, sebbene sia un’operazione molto lunga che non prevede la possibilità di caricare un curriculum già pronto (di cui si presume qualsiasi professionista è in possesso) né tantomeno di caricare documenti comprovanti i propri titoli. Dopo essersi registrati al portale (serve lo Spid) si accede alla propria pagina personale e si può iniziare a compilare il curriculum. Si devono compilare 13 capitoli che vanno dall’anagrafica ai titoli di studio, ai titoli professionali, alle eventuali pubblicazioni, alle esperienze pregresse nella Pubblica amministrazione.

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