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Scuola, fuorilegge i contratti a tempo del personale Ata

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Il sistema di assunzione del personale Ata in Italia è finito nel mirino dell’Ue. Da noi il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche statali viene assunto con contratti a tempo determinato, per coprire temporaneamente posti vacanti. L’assunzione a tempo indeterminato avviene esclusivamente mediante concorsi, la cui organizzazione non segue un calendario preciso e che sono riservati ai dipendenti appartenenti alla categoria che dimostrino di aver maturato almeno due anni di esperienza con questo tipo di contratto, a tempo determinato. Secondo la Commissione europea questo sistema però è incompatibile con il diritto dell’Ue in materia di contratti a tempo determinato: la normativa dell’Ue prevede limitazioni al loro utilizzo e privilegia le procedure di assunzione permanente. Ragion per cui la Commissione ha presentato alla Corte di Giustizia un ricorso per inadempimento contro l’Italia. La Corte ha accolto il ricorso.

Le osservazioni dei giudici

I giudici europei hanno ritenuto che la legge italiana non fissa alcun limite alla durata massima, né al numero massimo dei contratti temporanei del personale Ata. Per quanto riguarda i concorsi organizzati per l’assunzione a tempo indeterminato del personale Ata, la Corte ha osservato che il requisito secondo cui la partecipazione ai concorsi presuppone il compimento di almeno due anni di servizio con contratto a tempo determinato favorisce il ricorso a questo tipo di contratti per un periodo minimo di due anni, anche se rispondono, in realtà, a esigenze di personale «permanenti e durevoli». E ancora. Secondo la Corte, l’Italia non può far valere un’esigenza di flessibilità, poiché la normativa italiana non cita circostanze precise e concrete che giustifichino l’utilizzo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato per il personale Ata e che garantiscano che questi contratti rispondano effettivamente a esigenze di flessibilità.

Il ministero

L’accesso ai ruoli del personale Ata avviene, ha commentato il ministero dell’Istruzione, attraverso procedure selettive riservate a soggetti con almeno 24 mesi di servizio a tempo determinato. «Questo meccanismo, unitamente ai vincoli sul turnover introdotti, ben prima di questa legislatura, nell’ambito della disciplina generale delle assunzioni nel pubblico impiego, ha determinato nel tempo un ricorso sempre maggiore ai contratti a termine, prima dell’immissione in ruolo a tempo indeterminato», così il Mim. «Proprio al fine di risolvere questa annosa e complessa questione – prosegue il Mim – è stato avviato un confronto con le organizzazioni sindacali, istituendo un tavolo tecnico per la revisione complessiva del sistema di reclutamento del personale Ata. In vista di un prossimo provvedimento d’urgenza cosiddetto salva-infrazioni, attualmente allo studio del governo, il ministero ha presentato una nuova proposta normativa volta a superare in modo strutturale le contestazioni sollevate dalla Commissione europea.

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