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Scuola, si tratta sui buoni pasto. Per il personale Ata un bonus di 113 euro

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A differenza del ccnl 2022-2024, che ha determinato incrementi sufficienti a coprire solo un terzo dell’inflazione registrata nel triennio, il contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 può contare su risorse sostanzialmente equivalenti all’inflazione del periodo di riferimento. Anche per questo il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, conta di riuscire a chiudere subito la trattativa sulla parte economica del contratto. Le organizzazioni sindacali chiedono però risorse aggiuntive, anche in considerazione delle possibili pressioni inflazionistiche legate alla guerra in Medio Oriente, oltre al riconoscimento dei buoni pasto.

Le risorse

Ieri Aran e sindacati sono tornati a discutere del rinnovo del contratto dei docenti. La trattativa interessa oltre un terzo dei lavoratori della Pa. La sessione negoziale ha riguardato esclusivamente la parte economica. L’intenzione è di trovare prima un’intesa sugli aumenti di stipendio, per poi spostare l’attenzione sulla parte normativa del contratto. Le risorse stanziate dal governo consentiranno un incremento medio mensile lordo delle retribuzioni di circa 143 euro. Ma gli importi varieranno molto in base al profilo e agli anni di servizio. Per il personale docente della scuola gli aumenti oscillano tra circa 110 euro per le fasce iniziali e oltre 185 euro per quelle più alte. Per il personale Ata si parte da 55,27 euro. Nel comparto universitario gli incrementi previsti variano tra 112 e 151 euro, mentre negli enti di ricerca sono previsti aumenti più consistenti (fino a 463 euro per le elevate professionalità). Per il personale Afam gli incrementi tabellari si collocano tra circa 90 e oltre 220 euro.

La questione dei buoni pasto

La scelta di concentrare le risorse sulla parte tabellare risponde all’esigenza di rafforzare gli stipendi del personale e soddisfa i sindacati. «Ma è necessario prevedere risorse aggiuntive per colmare il divario retributivo con gli altri comparti della Pubblica amministrazione. È inoltre urgente riconoscere i buoni pasto a tutto il personale, anche a chi opera in modalità di smart working, per garantire equità di trattamento», così Elvira Serafini, segretario generale Snals Confsal. «In particolare – ha aggiunto la Serafini – riteniamo opportuno destinare i circa venti milioni di euro non utilizzati per la mancata attivazione delle funzioni all’incremento della parte tabellare del personale Ata, corrispondendo una una tantum per l’anno scolastico 2025/26». Tale una tantum è stimata in circa 113 euro. Anche le richieste degli altri sindacati vanno in questa direzione. La Cgil insiste sulla necessità di destinare risorse aggiuntive al comparto, alla luce della situazione di instabilità che si registra a livello internazionale e delle ricadute che la crisi in Medio Oriente può avere sull’inflazione. Sul tavolo c’è anche la detassazione degli aumenti contrattuali. Nuovo incontro la settimana prossima. Il 1° aprile potrebbe scattare la firma sull’accordo economico.

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