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Contratto scuola, trattativa al via: in arrivo 143 euro di aumento

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Contratto scuola, primo tavolo all’Aran. Prossimo incontro il 24 marzo. L’idea è di procedere in due step: prima verrà sottoscritto il contratto per la parte economica, poi si lavorerà all’intesa sul piano normativo. Tra docenti, personale Ata, dipendenti di enti di ricerca e Università, sono 1,3 milioni i lavoratori interessati dal negoziato. Le risorse disponibili per il Ccnl 2025-27 permetteranno aumenti del 5,4 per cento che, secondo le prime stime, si tradurranno in un incremento medio delle retribuzioni di 143 euro lordi mensili. Una remunerazione competitiva può rendere più attraente la professione di insegnante, soprattutto considerando che in molti Paesi i docenti guadagnano meno di altri lavoratori con un titolo di studio terziario. Ma quanto guadagna oggi un insegnante in Italia? Ed è vero che gli stipendi dei prof italiani sono tra i più bassi in Europa? L’ultimo rapporto dell’Ocse “Education at a Glance 2025” ha provato a fare il punto. «Una remunerazione competitiva può rendere più attraente la professione di insegnante, soprattutto considerando che in molti Paesi i docenti guadagnano meno di altri lavoratori con un titolo di studio terziario», così l’organismo nel rapporto annuale. In Italia, evidenzia l’Ocse, gli stipendi effettivi degli insegnanti della scuola primaria sono inferiori del 33% rispetto a quelli dei lavoratori a tempo pieno su un anno, con un titolo di studio terziario, rispetto a una media del 17% in meno nella zona Ocse. Dal 2015, inoltre, gli stipendi medi effettivi degli insegnanti della scuola primaria sono aumentati in termini reali del 14,6% in media in tutti i Paesi dell’area, mentre in Italia nel 2024 sono diminuiti del 4,4%.

Il confronto

Gli stipendi dei docenti italiani non solo figurano tra i più bassi d’Europa, ma riflettono anche una progressione economica lenta e poco incentivante. Da noi un insegnante a fine carriera può raggiungere una retribuzione di circa 43.000 euro lordi annui, contro gli oltre 82.000 euro della Germania. Nella scuola dell’infanzia un docente guadagna in media poco più di 25.600 euro l’anno a inizio carriera e può arrivare, dopo decenni di servizi, a superare i 37mila euro. Nella scuola secondaria di secondo grado si parte da 27.000 euro e per salire fino a 43mila euro servono 35 anni di servizio. In Germania gli insegnanti della secondaria iniziano con circa 61.000 euro annui. Poi ci sono Paesi come Ungheria, Lettonia, Grecia e Albania che offrono retribuzioni ancora più basse, in certi casi anche inferiori ai 20.000 euro annui.

Mutui e affitti scontati per i prof

Il nuovo contratto della scuola conterrà anche una serie di novità a livello di welfare per rendere più attrattiva la professione dell’insegnante. Per cercare di convincere chi risiede nel Mezzogiorno ad accettare un incarico in una regione del Nord, dove il costo della vita è più elevato e un affitto è capace di mangiarsi lo stipendio di un insegnante, potranno essere stipulate delle convenzioni con operatori del settore bancario così da offrire al personale scolastico significative agevolazioni su mutui ipotecari riguardanti l’acquisto di un’abitazione, prestiti personali e cessioni del quinto. Così prevede l’atto di indirizzo firmato dai ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara contenente le linee guida che l’Aran, l’agenzia guidata da Antonio Naddeo incaricata di trattare i rinnovi con i sindacati, dovrà seguire durante i negoziati.

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