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Scuola, nuovi aumenti da 143 euro al mese per i prof: contratto verso la firma

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Il governo ha promesso nuovi aumenti ai dipendenti pubblici entro la fine dell’anno, grazie ai rinnovi tempestivi dei contratti di lavoro del triennio 2025-27. Una promessa che in tempo di guerra, con la paura per i rincari dovuti al conflitto in Medio Oriente che aumenta con il passare dei giorni, assume un’importanza ancora maggiore. Ieri il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, intervenendo al XIII Congresso Snals-Confsal ha annunciato che «il prossimo 1° aprile potrebbe essere raggiunta la firma dell’accordo economico del contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027». Nel comparto lavorano 1,3 milioni di persone, oltre un terzo del totale dei dipendenti pubblici. Il 24 marzo e il 1° aprile sono in programma all’Aran due riunioni decisive per provare ad arrivare a un’intesa. C’è in ballo un aumento medio lordo mensile di 143 euro per i prof, che farebbe salire la somma degli incrementi legati agli ultimi rinnovi contrattuali a 416 euro. Il contratto del comparto per il triennio 2022-2024 ha generato aumenti pari a 150 euro in media, mentre quello precedente ha fruttato un incremento lordo mensile pari in media a 123 euro. La trattativa per il rinnovo del contratto della scuola ha preso il largo da poche settimane. Quella per le Funzioni centrali è stata avviata invece a dicembre: gli aumenti previsti per i dipendenti dei ministeri sono compresi tra 119 euro e 209 euro. Sono in rampa di lancio anche i negoziati per i nuovi contratti collettivi di lavoro di medici, infermieri e dipendenti locali (per questi ultimi le risorse a disposizione garantiranno un incremento lordo mensile in busta paga pari in media a 135 euro). Il governo, com’è noto, ha messo sul piatto 30 miliardi di euro per assicurare la continuità contrattuale fino al 2030.

Trattativa in due step

L’ultimo contratto del comparto Istruzione e Ricerca è stato sottoscritto a dicembre. L’idea è di sottoscrivere prima l’accordo economico, per poi concentrarsi sulle novità normative. L’atto di indirizzo firmato dai ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara apre alla stipula di convenzioni con operatori del settore bancario per offrire al personale docente agevolazioni sui mutui per l’acquisto di una casa. Sempre nell’ambito delle misure di welfare destinate al personale docente potrebbero essere stipulati specifici accordi con gli operatori del trasporto ferroviario e aereo per offrire ai prof biglietti a prezzi scontati. «Se riuscissimo a chiudere l’accordo sulla parte economica il 1° aprile sarebbe un segnale tangibile importante», ha chiosato il presidente dell’Aran. Va detto però che i pareri dei sindacati sulle risorse a disposizione per gli aumenti dei docenti non sono pienamente positivi. La Cgil non ha firmato il precedente ccnl lamentano aumenti non in linea con la perdita di potere di acquisto. Tuttavia il clima positivo registrato nella prima riunione di avvio delle trattative lascia presagire che questa volta si possa arrivare, in tempi brevi, forse addirittura brevissimi, a un accordo in grado di soddisfare tutti i partecipanti al tavolo.

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