Il nuovo contratto della scuola, nell’ambito delle misure di welfare destinate al personale docente, introdurrà una grande novità per cercare di convincere gli insegnanti che risiedono nel Mezzogiorno ad accettare incarichi nelle regioni del Nord, dove il costo della vita è più elevato e un affitto è capace di mangiarsi lo stipendio di un prof. Potranno infatti essere stipulate convenzioni con operatori del settore bancario per offrire al personale docente significative agevolazioni su mutui ipotecari riguardanti l’acquisto di un’abitazione, prestiti personali e cessioni del quinto. Così prevede l’atto di indirizzo firmato dai ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara contenente le linee guida che l’Aran, l’agenzia guidata da Antonio Naddeo incaricata di trattare i rinnovi con i sindacati, dovrà seguire durante i negoziati.
Primo tavolo
La trattativa per il nuovo contratto dei docenti e del personale Ata prenderà il largo il prossimo 11 marzo. I ministri della Pubblica amministrazione e dell’Istruzione hanno appena firmato l’atto di indirizzo che sblocca 3,3 miliardi di euro per rinnovare il contratto del comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio che va dal 2025 al 2027. Tra docenti, personale Ata, dipendenti di enti di ricerca e Università, sono 1,3 milioni i lavoratori interessati dal negoziato. Le risorse disponibili permetteranno aumenti del 5,4 per cento che, secondo le prime stime, equivalgono a una media di 143 euro lordi mensili. Sempre nell’ambito delle misure di welfare destinate al personale docente, così prevede l’atto di indirizzo, potranno essere stipulate specifiche convenzioni con operatori del trasporto ferroviario e aereo per offrire ai prof biglietti a prezzi scontati. Potranno essere sottoscritte convenzioni anche con gli operatori dell’agroalimentare per attenuare i rincari del carrello della spesa.
La continuità contrattuale
Il governo punta a rinnovare tutti i contratti del pubblico impiego, compreso quello del comparto Istruzione e Ricerca, entro la fine dell’anno. Il contratto del triennio 2019-2021 ha prodotto un aumento medio delle retribuzioni di 123 euro ed è stato firmato a gennaio del 2024, due anni fa quindi. L’intesa per il rinnovo del contratto relativo al triennio successivo, quello compreso tra il 2022 e il 2024, è stata firmata tre mesi fa, a dicembre del 2025. Il contratto 22/24 vale un aumento medio di 150 euro (anche grazie all’una tantum di 240 milioni coperta dal ministero dell’Istruzione). Per il 2025-2027, come detto, l’incremento previsto ammonta a 143 euro medi mensili. Dunque, in tre anni, gli aumenti lordi medi mensili potrebbero raggiungere nel complesso quota 416 euro.
