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Sanità, via libera al rinnovo del contratto: aumenti pari a 175 euro

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Via libera al rinnovo del contratto collettivo nazionale per la Sanità 2019-21. Dopo l’ok della Corte dei Conti, Aran e sindacati hanno firmato l’accordo che riguarda circa 550mila dipendenti del sistema sanitario nazionale ed enti sanitari, in prevalenza infermieri, ma anche gli altri operatori non medici e non dirigenti della sanità. Gli incrementi medi valgono 175 euro con un indice di rivalutazione del 7,2 per cento, mentre per i 270 mila infermieri si tratta di un adeguamento compreso tra 146 e 170 euro mensili. 

Le novità

Tra le principali novità principali del nuovo contratto figurano l’indennità per gli infermieri, la nuova classificazione professionale e la regolamentazione dello smartworking per gli amministrativi. «Questo rinnovo è importante perchè si tratta del primo contratto dopo la pandemia. Oltre agli aumenti contrattuali, che già erano stati previsti nelle leggi di bilancio, rivede l’ordinamento professionale e lo rende più moderno. E’ stata una trattativa lunga ma, alla fine, hanno firmato tutte sigle e non era mai successo prima», ha spiegato il presidente Aran Antonio Naddeo. Tra le altre novità più significative, ha proseguito Naddeo, il nuovo sistema di classificazione professionale, ad esempio la quarta area con la fascia di elevata qualificazione dove andrà il personale ad alta professionalità. «Questo permette anche a questo comparto di avere un’area intermedia tra la dirigenza e gli altri livelli. Abbiamo disciplinato lo smart working anche per le aziende sanitarie nel merito dei profili amministrativi. Sono importanti anche gli incrementi stipendiali con indennità specifiche per il personale sanitario».

Gli arretrati

Occorre ricordare che il rinnovo sblocca anche il pacchetto degli arretrati. Nel dettaglio si tratta di un tesoretto da 3mi­la euro di media a testa per 600 mila la­voratori a secco da tre anni. L’a­ttesa è stata lunga ed ha prodotti anche molte polemiche ma alla fine il comparto ha ottenuto quanto gli spettava. Nel dettaglio, l’intero personale incasserà entro l’autunno una cifra lorda compresa tra​ 2 mila 260 euro e 3 mila135, mentre il personale infermieri­stico godrà di una cifra che varia da​ 3 mila 775 a 4 mila 736 euro. Tra 3 mila 175 e 4 mila 39 euro gli arretrati in vista per il personale sanitario non infe­rmieristico. Ovviame­nte questi importi sono aggiuntivi rispe­tto agli aumenti ind­icati dal nuovo cont­ratto libera del gov­erno al nuovo contra­tto. La firma dell’accordo mette fine alle polemiche provocate da alcuni sindacati dei medici che, nelle scorse settimane, avevano scritto alla Corte dei Conti per lamentarsi delle competenze eccessive riconosciute agli infermieri. Nel mirino  i compiti assistenziali e diagnostici che secondo la legge, a giudizio dei camici bianchi, rientrano esclusivamente nell’alveo delle competenze dei laureati in Medicina e Chirurgia. Il contratto introduce infatti incarichi di funzione organizzativa e professionale che comportano per il personale del ruolo sanitario anche l’assunzione di specifiche responsabilità nella gestione dei processi clinico-assistenziali e diagnostici.

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