Riparte la trattativa per il rinnovo del Ccnl 2022-2024 del comparto Sanità, dopo la mancata firma di gennaio. Il contratto avrebbe dovuto rappresentare un passo avanti per oltre 581.000 lavoratori del Ssn, ma il muro sollevato da Cgil e Uil, a cui si è unito all’ultimo il sindacato autonomo degli infermieri Nursing Up, ha lasciato il comparto senza un accordo, gettandolo in una situazione di incertezza. Nel congelatore non sono finiti solo gli aumenti, percepiti come insufficienti dal fronte del no, ma anche una serie di innovazioni normative di rilievo. L’accordo predisposto dall’Aran prevedeva un aumento medio mensile di 172,37 euro per tredici mensilità, pari a un incremento salariale del 6,8%. Troppo poco secondo i sindacati contrari. L’Aran ha convocato per il 20 febbraio alle 11 di mattina i sindacati rappresentativi per la prosecuzione della trattativa relativa al rinnovo del Ccnl per il personale del comparto Sanità. La lettera di convocazione è stata inviata alle confederazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Cgs, Cse e alle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Fials, Nursind, Nursingup.
Lo stallo
Lo stallo che si è venuto a creare ha conseguenze pesanti sotto il lato economico. Inoltre costringe i quasi 600 mila lavoratori del comparto a rinunciare a una serie di benefici come il supporto psicologico, la riduzione del numero e della durata dei turni e l’esenzione dai turni notturni e dalla pronta disponibilità per i più anziani. Più nel dettaglio, la mancata firma ha fatto saltare l’indennità per il personale del Pronto soccorso: circa 300 euro mensili e oltre 3.700 euro di arretrati. L’indennità per il personale del Pronto soccorso resta ferma perciò ai valori del 2022. Stop all’indennità per le ostetriche (persi 47 euro mensili). L’indennità in questione rimane quella fissata nel 2021. In stand-by la definizione di una tariffa oraria nazionale fissata a 50 euro.
Favorevoli e contrari
Rimangono dunque i turni rigidi senza possibilità di flessibilità per il personale né “sconti” per i lavoratori più anziani. Saltano il supporto psicologico e il patrocinio legale. La bozza di contratto rifiutata da Cgil, Uil e Nursing Up prevedeva poi la possibilità di part-time a tempo anche per periodi brevi non superiori a sei mesi. Anche questa opportunità per adesso è sfumata. Si sono dichiarati favorevoli all’intesa i sindacati Nursind, Cisl e Fials, che insieme rappresentano il 47% dei lavoratori. «La contrattazione è una mediazione e non è possibile ottenere tutto», aveva sottolineato a gennaio il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, dopo il no di Cgil, Uil e Nursing Up. Secondo il presidente dell’agenzia incaricata di negoziare i contratti con le parti sociali «c’erano tutte le condizioni per firmare e avviare rapidamente la trattativa per il Ccnl 2025-2027».
