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Sanità, firmato il rinnovo del contratto 2019-2021

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Firmata la pre-intesa sul nuovo Ccnl 2019-2021 della sanità. Dopo quello delle funzioni centrali, è il secondo accordo relativo al pubblico impiego a tagliare il traguardo. Circa 550mila lavoratori coinvolti. Di cui 270mila infermieri: questi ultimi riceveranno aumenti compresi tra 146 e 170 euro, se si somma l’importo dell’indennità di specificità infermieristica, che vale 72,79 euro lordi, a quello degli incrementi mensili (tra 73,30 euro e 98,10 euro per gli infermieri).

La fumata bianca

È stata sottoscritta nella tarda serata di mercoledì l’ipotesi di rinnovo del Contratto nazionale dei lavoratori del comparto, dagli infermieri ai radiologi al personale amministrativo, oltre tra gli altri a ostetriche e ricercatori. L’accordo è stato firmato da Aran e dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing Up che esprimono «grande soddisfazione per un risultato importante e atteso da tempo». Il contratto 2019/2021 interessa precisamente 545 mila lavoratrici e lavoratori.

I sindacati: «Con questo rinnovo, a fronte delle risorse stanziate dal governo, riconosciamo salario, diritti e tutele a lavoratrici e lavoratori che in questi anni difficili hanno affrontato l’emergenza pandemica garantendo la tenuta del Servizio sanitario e la salute dei cittadini. Il contratto rappresenta un punto di partenza per un effettivo rilancio del servizio sanitario, che dovrà passare adesso da maggiori risorse e da assunzioni stabili».

Gli aumenti

Le risorse per il rinnovo del contratto ammontano a 241,6 milioni.

L’indennità oraria per il lavoro notturno passa da 2,74 euro a 4 euro. Per il pronto soccorso è prevista una nuova indennità: si inizia con 40 euro in più al mese a titolo di anticipazione, ma la somma potrà arrivare, a conguaglio, fino a 100 euro. Arrivano poi i differenziali stipendiali in sostituzione del precedente modello delle fasce. Per l’area più alta (professionisti della salute e funzionari) sono 1.100 euro per un massimo di 7 volte.

Al lordo delle nuove indennità, l’accordo raggiunto consentirà di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mese, corrispondenti ad una percentuale di rivalutazione del 7,22%.

Novità

Il contratto prevede anche “incarichi di posizione elevati” con bonus di indennità fino a 20mila euro. Queste posizioni saranno assegnate tramite concorso pubblico. Non solo aumenti, però. L’accordo manda in pensione le vecchie categorie. Nascono 5 aree: professionisti sanitari e funzionari, assistenti, operatori e personale di supporto. A completamento del sistema di classificazione, è stata prevista una rivisitazione del sistema degli incarichi, aumentandone la rilevanza e basandolo sui principi di maggiore responsabilità e di impegno realmente profuso e sulla valorizzazione del merito e della prestazione professionale.

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