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Sanità, il rinnovo del contratto vale 209 euro di aumento

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Prosegue a pieno ritmo la macchina dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego. Ieri all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, sono stati illustrati gli aumenti stipendiali del contratto del comparto Sanità per il triennio 2025-27. Sono 590mila i lavoratoti coinvolti, dagli infermieri alle ostetriche. In media, grazie al nuovo contratto, le buste paga faranno uno scatto in avanti di 209 euro al mese. Attesi arretrati intorno a 1.200 euro. Disponibili 1,537 miliardi di risorse a regime dal 2027. Intanto le retribuzioni dei lavoratori del pubblico sono cresciute del 3,2% nel primo trimestre dell’anno.

Buste paga: +7,76%

Ecco, nel dettaglio, il quadro delle risorse disponibili: 512 milioni di euro per il 2025, oltre un miliardo nel 2026 e, come detto, 1,537 miliardi a regime dal 2027. Gli incrementi stipendiali medi seguono una crescita progressiva: le retribuzioni salgono di 48 euro dal 1° gennaio 2025, di 97 euro dal 1° gennaio 2026 e di 145 euro a regime dal 1° gennaio 2027. «Il quadro finanziario consente di valorizzare l’intera platea del comparto e, in modo mirato, le professioni che reggono i punti più critici del sistema sanitario», ha sottolineato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. Le indennità per specifiche professioni e contesti di lavoro portano l’incremento complessivo fino a 209 euro medi mensili, pari a una crescita degli stipendi del 7,76% nel triennio, ha comunicato l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni.

Pa, stipendi in aumento

Aran e sindacati torneranno a incontrarsi il 12 e il 26 maggio. Obiettivo: chiudere il contratto entro luglio. Ma i rinnovi contrattuali dei lavoratori della Pubblica amministrazione come stanno incidendo sulle retribuzioni? Nel primo trimestre 2026 sono stati firmati 7 contratti: cinque nel settore industriale, uno nei servizi privati e uno nella Pubblica amministrazione relativo al triennio 2022-2024. I contratti in attesa di rinnovo a fine marzo erano 29 per circa 4,1 milioni di dipendenti coinvolti: 1,2 milioni nel settore privato e 2,8 nella Pubblica amministrazione. A marzo la variazione congiunturale dell’indice generale delle retribuzioni contrattuali aumenta dello 0,1% rispetto a febbraio, mentre la variazione tendenziale registra un +2,4% rispetto a marzo 2025. Il tendenziale della Pa ha rilevato un +3,2% mentre per i lavoratori dell’industria e dei servizi privati l’aumento è, in entrambi i raggruppamenti, pari al +2,3%. La crescita tendenziale risulta quindi in diffuso rallentamento e, per il terzo trimestre consecutivo, è inferiore al 3 per cento, rimanendo ancora superiore all’inflazione.

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