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Riparte la riscossione: conti correnti a rischio pignoramento

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Ci siamo. La macchina della riscossione si è risvegliata dal lungo letargo imposto dal Covid. La tregua fiscale, iniziata a marzo dello scorso anno, si è conclusa il 31 agosto, così ora ci sono 25 milioni di cartelle in rampa di lancio, circa 20 miliardi di euro da recuperare e 9 milioni di conti correnti a rischio. Già perché sono ripartiti pure i pignoramenti, compresi quelli sui conti correnti, l’incubo dei debitori perché impediscono di disporre per intero del denaro depositato. Come uscirne? Gli escamotage non mancano.

Versamenti

Ascoltare i motori della macchina erariale che si riaccendono inevitabilmente spaventa. La sospensione dei termini di versamento, in scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021, ha riguardato le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, accertamenti esecutivi emessi dall’Agenzia delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ingiunzioni provenienti dagli enti territoriali e accertamenti esecutivi emessi dagli enti locali. Ma, come detto, oltre alle notifiche delle cartelle di pagamento sono state riattivate pure le procedure di riscossione coattiva: pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche.

Pignoramenti

In molti sono chiamati a smaltire debiti pregressi che possono portare a un pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Quando il pignoramento del conto corrente avviene da parte dell’Agenzia delle Entrate si hanno 60 giorni di tempo per saldare l’importo. Però, nel frattempo, il conto risulta bloccato. Dopodiché, nel caso in cui il debito non risulti saldato, l’Agenzia delle Entrate preleva in automatico la somma dovuta. In compenso, il debitore può richiedere una dilazione del pagamento. Al pagamento della prima rata concordata il conto sarà sbloccato. Così si limitano al minimo i disagi.

Ripartenza soft

La buona notizia è che la ripartenza della macchina della riscossione sarà soft. Da qui a dicembre verranno smaltite circa 4 milioni di cartelle, un milione al mese. Insomma, non sarà una vera e propria stangata. Ma va anche detto però che il calendario fiscale delle rate della rottamazione ter, per esempio, era già ripartito: la rata di maggio 2020 andava versata entro il 31 agosto. Chi non lo ha fatto ha altri cinque giorni, il periodo di tolleranza, dunque fino al 5 settembre. Poi verranno meno i benefici della definizione agevolata e i versamenti già effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.

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