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Giustizia, Confsal-Unsa in piazza il 30 settembre

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Massimo Battaglia

Nessuna riforma può essere fatta senza il coinvolgimento dei lavoratori. E questo vale anche per la giustizia. Per questo il prossimo 30 settembre Confsal-Unsa, il sindacato maggiormente rappresentativo della giustizia, sarà in piazza. I motivi della decisione li spiega il segretario generale Massimo Battaglia. «Riforme, Riforme e Riforme. Il panorama politico», spiega Battaglia, «usa sempre questo termine, come se il solo parlarne risolvesse i problemi quotidiani, ma così non è. Anzi il dibattito si mostra troppo spesso inconcludente e anche controproducente».


«Prima di riformare», prosegue, «bisognerebbe preoccuparsi di “normalizzare” una giustizia oramai al collasso, priva di una seria progettualità, di organizzazione, di strutture ma soprattutto di personale giudiziario, penitenziario, minorile e Unep. Il Governo è impegnato a realizzare il Pnrr con progetti che di Riforma poco hanno a che fare e certamente non produrranno un efficientamento del sistema Giustizia. Eppure», prosegue Battaglia «ogni Governo fa la riforma di quella del governo precedente e così farà il prossimo governo nel 2023. Ed a pagare per questa inefficienza sono i lavoratori, chiamati a “tirare la carretta sempre in salita”, nonché i cittadini ed il sistema Paese».


«Il Ministro Cartabia», aggiunge Battaglia, «ha promesso che con la sua Riforma sarebbero arrivati i “migliori”, dimenticando colpevolmente» precisa il segretario generale di Confsal-Usna, «che i migliori sono proprio i lavoratori che portano avanti la giustizia in un mare di difficoltà. Mentre il suo progetto produrrà ragazzi affetti da precariato, che tuteleremo per la debolezza della loro situazione. Ci sono 5 milioni di processi arretrati e circa 15 milioni di udienze da fare. Mi chiedo chi li fa? Non certo i precari del Pnrr».


«Per questo» conclude il Segretario Generale «la Confsal-UNSA sarà in piazza il 30 settembre prossimo, per dire alla Ministra Cartabia e al Governo che nessuna riforma può essere fatta senza il giusto coinvolgimento dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali»

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