PA Magazine

/

Quota 103, dipendenti pubblici in pensione da agosto

3 minuti di lettura
1
iStock

Quota 103 a scoppio ritardato. La soluzione “quota ponte” adottata dal governo per evitare il ritorno alla Fornero nel 2023 verrà agganciata alle famose finestre temporali, di tre mesi per i privati e di sette per i dipendenti pubblici che avranno raggiunto i requisiti necessari a fine dicembre. Tradotto: chi avrà i requisiti per accedere a Quota 103, 62 anni di età e 41 di contributi, non potrà andare subito in pensione. I dipendenti privati usciranno dal lavoro a partire da aprile, mentre gli statali ad agosto. Attenzione però perché chi deciderà di sfruttare Quota 103 avrà diritto a un assegno che non potrà superare i 2.850 euro lordi circa fino al raggiungimento dei 67 anni. Il governo, per arginare la fuga dal lavoro, un rischio soprattutto per il pubblico impiego considerate le carenze di personale che si registrano nelle pa, ha anche approvato un incentivo per convincere chi ha maturato i requisiti per Quota 103 a rinunciare al pensionamento anticipato: una decontribuzione del 10% che finirà direttamente in busta paga. 

Gli assegni

In pratica, Quota 102 diventa Quota 103, con il rialzo del requisito contributivo a 41 anni mentre quello anagrafico resta invariato. Rispetto a Quota 102 la vera novità risiede tuttavia nell’importo massimo dell’assegno a cui si avrà diritto. Come detto, con Quota 103 la pensione percepita negli anni di anticipo rispetto alla maturazione dei requisiti ai sensi della legge Fornero, non potrà superare di cinque volte la pensione minima (2.850 euro lordi). Il trattamento minimo oggi è pari a 524 euro. Dal 1° gennaio, per effetto della perequazione rafforzata dalla legge di Bilancio al 120% (con indice provvisorio 7,3%), si arriverà a una pensione minima di 570 euro lordi. Il limite all’assegno rischia di scoraggiare molti “quotacentisti”. Ecco perché non è escluso che venga rivisto il divieto di cumulo della pensione con il reddito da attività lavorative (l’idea sarebbe di consentire il cumulo per i redditi da lavoro fino a 5mila euro l’anno).

Opzione donna

Prorogata per il 2023 anche Opzione donna, ma con modifiche legate ai figli. Ovvero, ci sarà la possibilità di andare in pensione a 58 anni con due figli o più, a 59 con un figlio, mentre negli altri casi bisognerà aspettare di aver compiuto 60 anni. Confermata l’Ape sociale per i lavori usuranti. Oltre all’indicizzazione delle pensioni minime del 120% (per gli assegni più alti, superiori a 5.250 euro, l’indicizzazione si fermerà invece al 35%). A ogni modo Quota 103 ha una durata limitata. Come spiegato dal ministro del Lavoro Marina Calderone, le misure previdenziali messe in campo dal governo con la manovra sono di carattere transitorio. «Vanno viste nell’ottica di una riforma strutturale che nel 2023 deve essere studiata, varata e ragionata», ha sottolineato il ministro Calderone. 

1 Comment

  1. Sono una impiegata amministrativa della difesa dal 1 gennaio sarei stata in pensione avendo raggiunto il massimo del servizio entro dicembre compio 42anni e 4 mesi di servizio, e 64 di età.ho notato che anche senza penalizzazioni lo stipendio si abbasserebbe di circa 300€allora ho rinunciato e rimango a lavoro ancora per un anno. Mi conviene? E il prossimo anno che benefici potrei averne sul nuovo calcolo? E poi perché non mi sono state rese valide le progressioni economiche con il passaggio ad f5 visto che lo scorso anno ho superato il concorso interno? Grazie Nunziarita Taranto

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da