È stato firmato lunedì all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, il contratto dell’Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, che interessa 7.550 dirigenti scolastici, a partire dai presidi, e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. Con questa sottoscrizione si chiudono tutti i rinnovi della passata tornata contrattuale. Un risultato raggiunto, ha sottolineato l’Aran, attraverso un confronto costante e un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali.
Gli aumenti
Il contratto riconosce aumenti significativi al personale dirigente dell’area. Per i dirigenti scolastici, anche grazie alle risorse ulteriori specificamente destinate dalla legge di Bilancio per il 2022, sono previsti incrementi medi di 500 euro al mese per 13 mensilità, pari all’8,48%. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità, pari al 6%. Non solo. Il contratto firmato lunedì riconosce inoltre arretrati dal 1° gennaio 2024 pari a circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e a circa seimila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca.
Le norme
La firma all’Aran rappresenta un passaggio importante per il sistema pubblico dell’istruzione, dell’università e della ricerca, perché valorizza le responsabilità della dirigenza, consolida il ruolo della contrattazione collettiva e porta a compimento, come detto, l’intero ciclo dei rinnovi della passata tornata contrattuale. Soddisfatti i sindacati che ora chiedono di aprire subito la negoziazione per il triennio 2025-27. La parte normativa del contratto dei dirigenti della scuola prevede l’aumento dal 60% all’80% dei posti disponibili per la mobilità interregionale. Il ccnl, inoltre, estende fino alla conclusione dell’anno successivo il termine per utilizzare le ferie non godute maturate in un determinato anno. Il termine per la fruizione del permesso per lutto di tre giorni, anche non consecutivi, è stato incrementato da 7 a 15 giorni lavorativi dall’evento. Sono state migliorate le modalità di differimento del periodo di prova . Infine, è stata portata da 20 a 30 giorni la durata della sospensione dal lavoro che dà luogo a recidiva ai fini del licenziamento disciplinare.
Ministro
La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente superata e confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-27», ha dichiarato il ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara. Così invece il ministro della pa, Paolo Zangrillo: «Continua la stagione dei rinnovi contrattuali, con un’adesione sempre più ampia delle sigle sindacali».
