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Concorsi pubblici, precedenza a 3000 navigator

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Corsia veloce per i navigator nei concorsi pubblici. Non hanno trovato lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza, contribuendo al clamoroso flop della misura sul fronte degli inserimenti lavorativi (appena un terzo dei percettori occupabili ha firmato i patti per il lavoro a due anni dal varo del sussidio), ma nonostante ciò il governo ha deciso di premiarli, aiutandoli a trovare un posto nella Pubblica amministrazione con un escamotage. È scritto tutto nero su bianco nel Sostegni, articolo 18, che da un lato proroga al 31 dicembre il contratto dei navigator (stando ai piani iniziali avrebbero dovuto lasciare la scrivania a fine aprile) e dall’altro stabilisce che «il servizio prestato dai navigator costituisce titolo di preferenza nei concorsi pubblici, compresi quelli per i centri per l’impiego, banditi dalle Regioni e da altri enti».

La carica dei 3000 navigator

Sono quasi tremila i navigator che ora sognano il posto fisso nella Pa e che grazie alla corsia preferenziale che è stata concessa loro dal Sostegni tenteranno di aggiudicarsi una buona fetta delle 11.600 assunzioni con cui adesso si punta a rafforzare i centri per l’impiego. Solo in Campania, regione con il più alto numero di beneficiari del reddito di cittadinanza, i navigator da ricollocare sono più di 400, per intenderci. Nei centri per l’impiego oggi vengono impiegati circa 8000 operatori, destinati a diventare a breve quasi ventimila. I profili più richiesti in questa fase di potenziamento? Assistenti del mercato del lavoro con diploma e specialisti del mercato del lavoro che hanno conseguito la laurea. Richieste conoscenze di diritto amministrativo, diritto pubblico e del lavoro, diritto costituzionale, ordinamento degli enti locali, legislazione statale e regionale in materia di servizi al lavoro.

Il flop del reddito

Nel frattempo l’Inps ha calcolato che le famiglie che hanno avuto almeno una mensilità del reddito o della pensione di cittadinanza tra gennaio e marzo 2021 sono state 1.484.444, per quasi 3,4 milioni di persone coinvolte. Tra aprile 2019 e marzo 2021 sono stati spesi per il reddito e la pensione di cittadinanza quasi 13 miliardi di euro. A marzo 2021 la misura ha consumato circa 633 milioni. Il mese nel quale si è speso di più per il sussidio è gennaio 2021 con quasi 700 milioni. Come detto però sul fronte degli inserimenti lavorativi proprio non ci siamo. Il quadro che emerge dall’ultima nota dell’Anpal dedicata al sussidio disegna un quadro che preoccupa: i percettori tenuti al Patto per il lavoro sono 1.056.226, di questi il 31% lo ha effettivamente sottoscritto, per un valore assoluto poco superiore a 327 mila individui.

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