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Flop concorso Sud, arrivano le assunzioni fai da te

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Assunzioni fai da te negli enti locali del Sud alle prese con i progetti del Pnrr. Dopo i flop dei due concorsi per il Sud, che a causa della carenza di idonei hanno lasciato un buco di 1300 posti scoperti, il governo corre ai ripari. Così, nel maxi emendamento al decreto Pnrr 2 è spuntato un comma che prevede che i singoli enti beneficiari, individuati dall’Agenzia per la coesione territoriale, possano comunicare la volontà di procedere direttamente alla selezione e alla contrattualizzazione dei collaboratori per il Pnrr. A questi ultimi potranno essere offerti fino a 80mila euro annui lordi. 

Selezioni veloci

L’obiettivo del governo è di accelerare le procedure di assunzione, ma in questo modo c’è il rischio che si verifichino dei favoritismi. Fragoroso il fallimento del Concorso Sud della scorsa estate. Appena 821 assunzioni su 2.800 posti messi a bando. Il Concorso Coesione per il Sud di quest’anno non è andato molto meglio: i candidati risultati idonei sono stati solo 728 candidati su 2022 posti messi a bando. La prova scritta consisteva in un quiz a crocette di 40 domande e aveva una durata di 60 minuti. Risultato? Mancano all’appello al momento 1.300 tecnici. Un numero che potrebbe crescere ulteriormente. Gli enti locali in queste settimane stanno contrattualizzando i candidati risultati idonei al Concorso Coesione per il Sud di quest’anno, ma tra i vincitori c’è chi si sta tirando indietro.

Retribuzioni

Se per due volte le selezioni hanno fatto cilecca, la scorsa estate e alla fine di marzo di quest’anno, è anche perché gli stipendi in gioco, circa 1.500 euro al mese, definiti dalla legge di Bilancio del 2020, non erano appetibili agli occhi dei concorsisti. Per questo il governo ha deciso di rivedere al rialzo le retribuzioni offerte. «I contratti di collaborazione sono stipulati sulla base di uno schema predisposto dall’Agenzia per la coesione territoriale che definisce, in particolare, le modalità, anche temporali, della collaborazione, comunque non superiori a trentasei mesi, e la soglia massima della remunerazione, che non può essere comunque superiore a 80.000 euro annui per singolo incarico al lordo degli oneri fiscali e contributivi a carico dell’amministrazione», così l’ultimo decreto Pnrr. 

Criticità

Alle regioni del Mezzogiorno è destinato almeno il 40% di tutte le risorse allocabili, previste dal Pnrr e dal fondo complementare. Il fatto che il 40% di questi fondi vada al mezzogiorno dipende però anche dalle capacità amministrative e progettuali degli enti regionali e locali. Al Sud si registrano mediamente maggiori difficoltà nella gestione degli iter burocratici necessari per partecipare ai bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo ha già portato alla situazione paradossale per cui non viene presentato un numero di progetti sufficiente ad allocare il 40% degli investimenti al Mezzogiorno.

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