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Più smart working e premi ai dipendenti migliori, così il ministro Paolo Zangrillo vuole cambiare la Pa

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Smart working libero, valutazione del merito, premi più alti e migliori retribuzioni per i dipendenti meritevoli, procedure semplificate di accesso al portale del reclutamento inPa, dialogo costruttivo con i sindacati. Prende forma la strategia del nuovo ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a un mese dalla sua nomina. Ha un obiettivo: rilanciare l’azienda pubblica. Come? Per Zangrillo, che ha ricoperto in passato svariati incarichi manageriali in aziende private, la Pa deve attrarre in questa fase competenze adeguate e avviare piani di formazione mirati per valorizzare il capitale umano già in servizio. Il ministro ha aperto anche a premi e retribuzioni più alte nella Pa per arginare la fuga dal lavoro pubblico, un fenomeno emerso negli ultimi mesi ed evidenziato dal flop di numerosi concorsi pubblici. 

Smart working

Il ministro ha incontrato all’inizio di novembre le organizzazioni sindacali. Punta a un dialogo costruttivo, che tra le altre cose potrebbe produrre cambiamenti sul fronte del lavoro agile. L’obbligo della prevalenza del lavoro in presenza, fortemente voluto da Renato Brunetta, non convince del tutto Zangrillo. L’attuale inquilino di Palazzo Vidoni ritiene il lavoro agile uno strumento or­ganizzativo che anche la Pa può valutare e utilizzare al meglio. Ma sarà essenziale, ha sottolineato in più occasioni, passare da una logica di con­trollo a una di verifica dei risultati. Tradotto: gli smart worker della Pubblica amministrazione potranno trascorrere fuori dall’ufficio anche il 90 per cento dell’orario di lavoro, a patto di garantire una elevata qualità della performance lavorativa fornita.

InPa

Fari puntati anche sulla digitalizzazione delle procedure ammini­strative e sul portale di reclutamento inPa, uno strumento innovativo che molte ammi­nistrazioni stanno già utiliz­zando. In un question time alla Camera del 16 novembre, il ministro Zangrillo ha sottolineato che «la piattaforma raccoglie oltre 6 milioni di profili professionali, anche in virtù delle intese firmate con il mondo delle professioni, ordinistiche e non ordinistiche, ed estende il suo perimetro di ricerca alla platea dei 16 milioni di iscritti a LinkedIn Italia, che si aggiungono ai circa 310 mila utenti registrati». Dal primo novembre le amministrazioni centrali e le autorità amministrative indipendenti sono obbligate a pubblicare i propri bandi di concorso per assunzione a tempo determinato e indeterminato sul portale. L’utilizzo del portale è esteso anche a Regioni ed enti locali per le rispettive selezioni di personale (tuttavia, fino al 31 maggio prossimo, Regioni ed enti locali possono continuare ad utilizzare anche i propri portali eventualmente già in uso). Per il ministro è fondamentale adesso semplificare ulteriormente le procedure di accesso alla piattaforma, proprio per favorire il suo utilizzo da parte dei Comuni più piccoli e delle pa periferiche. 

Contratti

Zangrillo, che in questo primo mese da ministro ha visto chiudersi la tornata di rinnovi dei contratti della Pa (su quello delle funzioni locali è arrivata la firma definitiva proprio questa settimana), ha ribadito: «Il percorso di rilancio dei rinnovi contrattuali conferma la centralità nell’agenda del governo del tema del lavoro pubblico». Lo sguardo ora è rivolto ai contratti per il triennio 2022-2024. L’inflazione alle stelle erode il potere di acquisto degli statali, a cui quest’anno sono stati riconosciuti aumenti di poco superiori al 4%, dunque insufficienti a fronteggiare la situazione di crisi che si è venuta a creare. Per i rinnovi del triennio 2019-2021 sono stati impegnati oltre sette miliardi di euro. Ne serviranno almeno dieci per quelli relativi al triennio successivo. Risorse che il governo è chiamato a reperire il prima possibile.

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