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Ufficio del processo, arrivano i primi 402 milioni

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Che l’Ufficio del processo sia uno dei pilastri della riforma della Giustizia voluta dal ministro Marta Cartabia, ci sono pochi dubbi. Tanto è vero che nel primo assegno di 24,9 miliardi di euro staccato dall’Europa per il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilieza, ben 402 milioni sono destinati a questa voce. Tra l’altro l’Ufficio del processo può contare anche sul miglior trattamento derivante dal fatto che si tratta di soldi “a fondo perduto” e non di prestiti, come invece accade per la maggior parte dei progetti finanziati con il Recovery plan. Ed ancora. Dei 2,7 miliardi che arriveranno dall’Europa destinati al ministero della Giustizia, ben 2,3 miliardi saranno destinati al “capitale umano”. All’Ufficio del processo, insomma.

Il ministro Cartabia ha provato a bruciare le tappe. Il bando di concorso per l’assunzione dei primi 8.171 addetti all’Ufficio del processo è già stato pubblicato. Le domande andranno presentate entro il prossimo 23 settembre. Il concorso sarà per titoli e una sola prova scritta. Il bando, come già aveva rilevato PaMagazine, ha caratteristiche tali da favorire i giovani avvocati che si sono laureati da meno di 7 anni con il massimo dei voti e, magari, hanno frequentato una scuola di specializzazione legale. Ma da qualche tempo ha iniziato a circolare più di un dubbio sulla reale utilità dell’Ufficio del processo per cogliere quello che è il principale obiettivo posto dall’Europa all’Italia per concedere i finanziamenti del Recovery Plan: smaltire l’enorme mole di arretrato penale e, soprattutto, civile.

Gli obiettivi sono particolarmente ambiziosi. Un abbattimento dell’arretrato civile del 65% in primo grado e del 55% in appello, entro la fine del 2024; un abbattimento dell’arretrato civile del 90%, in tutti i gradi di giudizio, entro la metà del 2026; un abbattimento dell’arretrato della giustizia amministrativa del 70% in tutti i gradi di giudizio entro la metà del 2026; una riduzione del 40% della durata dei procedimenti civili entro la metà del 2026; una riduzione del 25% della durata dei procedimenti penali entro la metà 2016.

Ufficio per il processo
L’Ufficio del processo, foto Istock

Ma qualche dubbio sull’impianto della riforma, che ruota intorno alle assunzioni a tempo determinato dei 16.500 addetti totali dell’Ufficio del processo, inizia ad aleggiare. La Commissione europea nelle settimane scorse ha pubblicato il suo rapporto, Paese per Paese, sullo stato della giustizia. Bruxelles è preoccupata per il numero ridotto di magistrati in Italia. Lo ha spiegato Didier Reynders, commissario Ue alla giustizia, presentando in conferenza stampa il rapporto italiano. “C’è una vera preoccupazione sulle risorse umane nel sistema giudiziario italiano. Il numero dei giudici resta uno dei più bassi nell’Ue”. In Italia oggi ci sono 12 giudici ogni 100 mila abitanti. In Germania sono il doppio. La media europea è attorno ai 20. Dal lato del personale amministrativo la situazione è simile. Per ora è stato avviato un bando per l’assunzione di 300 nuovi magistrati. E in autunno, ha promesso Cartabia, ne arriverà un altro.

Ma il dubbio resta. Se ci sono 5 milioni di cause arretrate, per smaltirle sarà necessario fare almeno 5 milioni di udienze. Udienze alle quali devono partecipare magistrati, cancellieri e avvocati. Gli addetti all’Ufficio del processo potranno fornire supporto di “background”. Ma è evidente che non basterà. Oliviero Mazza, ordinario di Diritto processuale penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, era stato chiaro. In un’intervista rilasciata a questo sito aveva spiegato “che le udienze questi neolaureati non le possono tenere, l’unica attività che potranno svolgere sarà quella di aiutare il giudice nella predisposizione delle sentenze e dei provvedimenti. L’ufficio del processo è in questo senso”, aveva detto, “una soluzione ipocrita, perché si prende atto del vero problema, e cioè che bisogna ampliare il numero dei giudici, ma non lo si vuol fare e allora si assumono degli pseudo giudici”. 

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