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Pensioni, Quota 41 si farà. Ma con l’assegno decurtato del 20%

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«Non abbiamo rinunciato ad abolire al legge Fornero». E ancora. «Lavoriamo a una riforma delle pensioni valida per un decennio». E poi. «Faremo Quota 41, il cavallo di battaglia della Lega, con il ricalcolo contributivo». A sentire gli esponenti della Lega, il cantiere sulle pensioni è ripartito e marcia spedito verso la soluzione proposta dal Carroccio per superare la Fornero. Ovvero, Quota 41 con il taglio degli assegni fino al 20 per cento dei trattamenti. Così prevede l’ipotesi alla quale sta pensando il governo per risolvere il rebus delle uscite anticipate.

Il cambio di passo

La stagione dei piccoli aggiustamenti ponte in vista di una revisione strutturale, infatti, è agli sgoccioli. «La questione delle pensioni va affrontata in maniera più organica di quanto fatto finora, anche da noi». Queste le parole di Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno. Una chiara assunzione di responsabilità che nasce da un dato di fatto: l’Italia è il Paese più anziano d’Europa (età media intorno agli 83 anni) e con un indice dinatalità (1,2 figli per donna) sempre più basso. Chi pagherà le pensioni se le nascite sono ormai ben sotto 500 mila annue e se i giovani che trovano lavoro vivono diimpieghi discontinui e distipendi sempre più modesti? La premier ha chiamato i sindacati a uno sforzo collettivo spiegando che il problema va affrontato anche con le parti sociali. Natalità e sostenibilità previdenziale, nei ragionamenti di Palazzo Chigi, sono due facce della stessa medaglia e si tengono tra loro. E non a caso, nell’ultima legge diBilancio, il governo è intervenuto su entrambi i fronti. Ma è ben chiaro, nella strategia della maggioranza, che occorre fare molto dipiù. Il nodo pensioni va sciolto. Anche se è intricatissimo.

La pensione di vecchiaia resta salda a 67 anni di età e 20 di contributi. Mentre per andare a riposo con l’anzianità la legge impone 42 anni dicontributi. Cosa fare per consentire a chi lo desidera di uscire dal lavoro in anticipo senza danneggiare i conti pubblici? L’ipotesi più accreditata alla quale si sta lavorando prevede, appunto, la formula quota 41 (in pensione con quel livello dicontributi a prescindere dall’età). Ma, attenzione, le simulazioni dicono che questo impianto potrebbe reggere solo a patto che quegli anni di contributi vengano interamente ricalcolati con il sistema contributivo. Il che, dal momento che il sistema contributivo è stato introdotto nel 1996, si tradurrebbe in forti tagli degli assegni per chi punta al riposo anticipato. In media circa il 20 per cento diassegno in meno. Inoltre verrebbe introdotto un tetto sulle pensioni anticipate che non potrebbero superare il livello di 4 o 5 i trattamenti minimi. Insomma, il nodo resta stretto. Tanto è vero che, per il momento, il governo ha preso tutt’altra strada mantenendo una linea diforte rigore. Quindi conferma diQuota 103, ma con penalizzazioni: restano i 62 anni d’età e 41 dicontributi, ma l’assegno sarà ricalcolato con il metodo contributivo e con un tetto massimo mensile dicirca 2.250 euro. Secondo le stime questo schema consentirà la pensione anticipata a 17 mila laboratori.

Famiglie

Sul fronte famiglie, strettamente collegato al capitolo pensione, l’esecutivo ha invece messo sul piatto un miliardo dieuro. Tra le novità il fatto che lo Stato pagherà i contributi previdenziali a carico del lavoratore per le madri con due figli o più e che gli asili nido saranno gratis dal secondo figlio in poi. «Vogliamo stabilire – ha detto a suo tempo la Meloni presentando la manovra – che una donna che mette al mondo almeno due figli ha già offerto un importante contributo alla società e quindi lo Stato in parte compensa pagando i contributi». La scelta della decontribuzione, ma anche dell’asilo gratis, nasce dalla constatazione, come più volte detto dalla ministra per le pari opportunità, Eugenia Roccella, citando le rilevazioni dell’Istat, «che la famiglia con due figli rimane il desiderio più frequentemente espresso dalle donne italiane ma non riesce ad essere realizzato». Una misura che al tempo stesso è stata messa in campo anche per combattere le tante dimissioni dal lavoro, come testimoniano i dati, a cui le madri sempre più spesso sono costrette. Il pacchetto per aiutare le famiglie prevede anche il potenziamento dei congedi parentali: madre o padre per dieci mesi potranno prendere un congedo dal lavoro perdieci mesi. In precedenza il primo mese dicongedo dal lavoro era al 30% e nella scorsa legge di bilancio era stato aumentato all’80% dello stipendio. Con la manovra ilsecondo mese passa dal 30% al 60% dello stipendio.

2 Comments

  1. Ma perché si parla sempre di pensioni anticipate, lavori usuranti, e uno come me con 38anni di contributi 58anni d’età, conalattia professionale riconosciuta da 16 punti , non può andare in pensione prima , 😡 non posso andare fare più i lavori di quando ero giovane , e io mi sey come un peso😡vi sembra normale , o chiedo troppo di andare in pensione , con quello che mi spetta con 38 anni versati, (miei contributi),e lasciare posto a un giovane, 😡

  2. Ma perché non si toccano le loro pensioni e no x chi lavora oltre 40 con un caro vita da non potersi permettere nemmeno di campare

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