Aumenta la pensione dei dipendenti pubblici. L’importo medio sale nel 2026 a 2.171 euro, contro i 2.037 euro dello scorso anno. È quanto emerge dall’Osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento dell’Inps. Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2025 è stato di 892.108, per un importo medio mensile di 1.216 euro. Le pensioni con decorrenza nel primo semestre 2026 sono state 417.061, per un importo medio di 1.264 euro. Tali valori si riferiscono alle pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti delle gestioni considerate. Sono compresi anche gli assegni sociali. Per quanto riguarda le singole categorie, le pensioni con decorrenza 2025 sono state: 283.720 pensioni di vecchiaia, 213.882 pensioni anticipate, 62.227 pensioni di invalidità e 233.169 pensioni ai superstiti. Nel primo semestre 2026 sono state: 132.039 vecchiaia, 100.356 anticipate, 24.307 invalidità e 106.927 superstiti.
CLASSI DI IMPORTO
La gestione dipendenti pubblici ha totalizzato 126.591 pensioni nel 2025 e 45.558 pensioni nei primi sei mesi dell’anno in corso. Le pensioni di vecchiaia con decorrenza nel 2025 sono state 36.137. Quasi la metà, circa 17mila, si colloca nella classe di importo più alta, quella sopra i duemila euro. Se invece guardiamo alle pensioni anticipate, quelle che si collocano in questa classe di importo sono 33mila. Analizzando le singole gestioni, il Fondo pensioni lavoratori dipendenti ha totalizzato 352.632 pensioni nel 2025 e 170.245 nel primo semestre 2026. Seguono la gestione dipendenti pubblici, gli artigiani (88.308 e 42.861), i commercianti (78.454 e 38.296), i fondi speciali (63.630 e 26.911), i parasubordinati (50.779 e 24.551) e, infine, i coltivatori diretti, coloni e mezzadri (32.604 e 15.207). Gli assegni sociali sono stati 99.110 nel 2025 e 53.432 nei primi sei mesi del 2026. Le pensioni con decorrenza nel primo semestre 2026 includono esclusivamente quelle liquidate entro il 2 luglio con decorrenza entro giugno, ha specificato l’Inps.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Intanto prosegue la crescita del sistema italiano di previdenza complementare: gli iscritti, come fatto notare da Itinerari Previdenziali, sono aumentati del 4,8% a 10.425 milioni. Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni hanno fatto un balzo del 7,7% a 262 miliardi di euro e i contributi raccolti sono cresciuti dell’8,6% a 22,4 miliardi di euro. Si tratta di un segnale positivo che arriva in un momento in cui il settore dei fondi pensione si trova nella fase di attuazione delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 (la soglia di deducibilità è stata innalzata a 5.300 euro). La contribuzione pro capite è più alta per i lavoratori dipendenti (3.110 euro), in quanto possono beneficiare anche dei flussi di Tfr, rispetto ai lavoratori autonomi (2.780 euro).
