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Pensioni, ecco di quanto crescono gli assegni

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Partono oggi i pagamenti delle pensioni di gennaio. La rivalutazione prevista dalla manovra, l’Irpef a tre aliquote e il conguaglio di fine anno ingrossano gli assegni. Ma cominciamo dal calendario delle erogazioni, visto che non tutti i pensionati ricevono i soldi lo stesso giorno. Si parte con i cognomi che iniziano con A e B. Gli ultimi pagamenti sono in programma per il 10 gennaio e riguardano i cognomi da S a Z. L’Inps ha anche fatto sapere che non sono previsti ritardi: gli incrementi scatteranno già da questo mese per tutti i pensionati. Lo scorso anno, invece, c’era stato un rinvio per i trattamenti superiori a 4 volte il minimo.

Gli aumenti

Le pensioni pari o inferiori a 4 volte il minimo, cioè fino a 2.272,76 euro, saranno rivalutate del 100%. L’aumento effettivo nel caso della rivalutazione piena sarà pari al 5,4% dell’assegno. Ciò significa che chi prendeva fino a un mese fa 1.500 euro lordi mensili, ora ne riceverà 1.581. Le pensioni da 4 a 5 volte il minimo, il cui assegno va da 2.271,76 a 2.839,70 euro, saranno rivalutate dell’85%, quini beneficeranno di un aumento effettivo del 4,59%. Così un assegno di 2.500 euro diventerà da questo mese di 2.614 euro.

E poi. Le pensioni da 6 a 8 volte il minimo, che variano da 3.407,64 a 4.543,52 euro, saranno rivalutate del 47%, con un aumento del 2,538%. Fanno circa 80 euro lordi di incremento mensile per chi ha una pensione di 3mila euro lordi al mese. Le pensioni da 8 a 10 volte il minimo, da 4.543,52 a 5.679,40 euro, avranno una rivalutazione del 37% (+1,998%). Infine, le pensioni oltre 10 volte il minimo, con un assegno che supera i 5.679,40, saranno rivalutate del 22%, (+1,188%).

Oltre alla rivalutazione, va considerato anche l’arrivo del nuovo sistema Irpef a tre aliquote. Si parla di un vantaggio fiscale di circa 260 euro annui per i redditi superiori a 28mila euro. Dulcis in fundo, è atteso il conguaglio Irpef nei cedolini. Il ricalcolo a consuntivo delle ritenute è stato effettuato sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’Inps.

La spesa

L’Inps stima per il 2024 una spesa pensionistica pari a poco più di 310 miliardi, con un incremento del 5,19% rispetto al 2023 dovuto principalmente all’impatto della rivalutazione. Più nel dettaglio, il bilancio preventivo dell’ente prevede una spesa per le pensioni previdenziali pari a 310.739 milioni di euro. Le prestazioni di sostegno alle famiglie assorbiranno invece 24.342 milioni di euro (+11,1% rispetto all’anno precedente). L’assegno di inclusione dovrebbe consumare cinque miliardi e mezzo.

3 Comments

  1. E vergognoso che chi prende la minima 14 euro di aumento ,i poveri sono sempre più poveri e già sta bene gli aumenti sono maggiori che povera Italia, non,capisco con che criterio fanno queste cose

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