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Smart working Pa, partono le nuove regole

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Inizia oggi il nuovo lavoro agile semplificato nella Pubblica amministrazione, senza più percentuali fisse da rispettare com’era fino alla settimana scorsa, quando le norme ereditate dall’ex ministra Fabiana Dadone ancora imponevano di lasciare a casa la metà degli statali smartabili, i dipendenti che possono lavorare anche da remoto. In molte amministrazioni centrali, a dire il vero, non cambierà poi molto. All’Aran, per esempio, resterà tutto come prima: come anticipato a Pa Magazine dal presidente Antonio Naddeo, all’Aran la quota di dipendenti in smart working rimarrà quella di aprile, il 50 per cento, appunto. E anche dall’Agenzia delle Entrate ci fanno sapere che il lavoro agile non verrà ridotto né aumentato: circa l’80 per cento del personale che non svolge mansioni da assolvere in presenza era in smart working venerdì scorso e circa l’80 per cento lo sarà anche questa settimana. 

Nei ministeri, dove il lavoro agile è visto più come un ostacolo, e in numerosi enti locali, scarsamente digitalizzati, assisteremo invece in questi giorni a un ritorno più marcato dei dipendenti negli uffici, sempre nel rispetto però delle misure di sicurezza anti-Covid. Nella Pa lo smart working semplificato non durerà oltre il 31 dicembre. Ma anche dopo questa data non ci saranno percentuali “traguardo” da raggiungere, come previsto prima dai Pola, i Piani organizzativi per il lavoro agile messi in pista dal precedente governo allo scopo di far lavorare da casa almeno il 60 per cento dei dipendenti pubblici smartabili una volta conclusa la pandemia. 

Come stabilito dal decreto Proroghe, dal 2022 ci sarà solo una soglia minima di lavoro agile da garantire, il 15 per cento, dopodiché tutto dipenderà dal livello di efficienza delle singole amministrazioni: ossia, se un ente saprà garantire performance di alto livello anche in presenza di un elevato numero di lavoratori impiegati da remoto allora non ci saranno problemi, altrimenti la quota di personale che avrà diritto allo smart working verrà rivista al ribasso. Non è ancora chiaro però come verrà misurata la produttività delle singole amministrazioni pubbliche. L’obiettivo di Palazzo Vidoni è di coinvolgere sia gli utenti interni che quelli esterni. Pure cittadini e imprese dovrebbero dunque prendere parte al processo di valutazione.

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