Stop al turnover nella Pa: via libera al taglio del 25% delle assunzioni. La misura, in vigore solo per quest’anno, rischia di mandare in tilt in ministeri, dove stando a quanto emerge dagli ultimi i Piao, i piani integrati di attività e organizzazione, in media già manca un dipendente su tre, con scoperture di organico che nei casi peggiori arrivano al 50%. «Una brutta notizia», così a suo tempo il ministro della Pa, Paolo Zangrillo, aveva definito, senza usare giri di parole, il parziale blocco del turnover introdotto dalla manovra. La Ragioneria generale dello Stato ha appena pubblicato la circolare con le disposizioni che le varie amministrazioni coinvolte dovranno seguire per applicare la riduzione del turnover.
La circolare
Quest’anno, indica la circolare, le amministrazioni interessate dalla misura restrittiva possono assumere personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente corrispondente a una spesa pari al 75 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. «A decorrere dall’anno 2026 la predetta percentuale è ripristinata nella misura del 100 per cento», recita il documento della Rgs. La riduzione del 25 per cento delle facoltà assunzionali relative all’anno 2025 comporta inoltre l’obbligo di adeguare corrispondentemente la dotazione organica delle amministrazioni interessate, anche in termini finanziari. «In sede di predisposizione del Piano triennale dei fabbisogni di personale 2025-2027 – prosegue la circolare – le amministrazioni procedono alla soppressione di un numero di posti nella propria dotazione organica il cui valore finanziario sia non inferiore all’entità della predetta riduzione del 25 per cento». Il risparmio da valorizzare sul quale applicare la percentuale di riduzione del 25 per cento è esclusivamente quello relativo alle cessazioni dal servizio del personale di ruolo intervenute nell’anno 2024. Va dunque escluso dal conteggio il personale impiegato con altre tipologie o istituti contrattuali, come quello reclutato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o che si trova in posizione di comando o altro istituto analogo. «Se la cessazione dell’unità di personale di ruolo avviene nel corso del mese di marzo – specifica poi la Rgs – il valore da assumere a riferimento non è costituito dalla spesa sostenuta nei primi 3 mesi dell’anno, ma quella teorica annuale ottenuta conteggiando le suddette voci retributive del trattamento economico fondamentale». Il blocco non si applica agli enti locali. Per polizia, vigili del fuoco, ricercatori universitari ed enti di ricerca la restrizione scatterà nel 2026.
Salario accessorio
Ma come verranno utilizzati i risparmi realizzati grazie al blocco del turnover? Finiranno in un salvadanaio dal quale attingere per pagare i premi dei dipendenti. La circolare della Rgs pubblicata il 7 aprile lo conferma: «I risparmi a regime conseguiti in via permanente a seguito dell’effettuazione di assunzioni di personale a tempo indeterminato per un numero di unità inferiore a quello consentito dalla vigente percentuale di turnover andranno a incrementare i fondi relativi all’anno 2025 per il trattamento economico accessorio delle varie categorie di personale».
