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Pa, tetto del 10% alle assunzioni con le risorse del Pnrr. Ecco la circolare della Ragioneria con i paletti anti-sprechi

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Paletti rigidi per le assunzioni legate al Pnrr. Le pubbliche amministrazioni potranno utilizzare solo una minima parte delle risorse che avranno a disposizione per ingaggiare a tempo determinato il personale necessario all’attuazione degli interventi del Recovery. A mettere dei limiti, chiari e precisi, ha provveduto la Ragioneria generale dello Stato, con una circolare di 7 pagine che in pratica stabilisce che le pa potranno spendere una cifra pari al massimo al 10 per cento del costo dei progetti con un valore fino a 2,5 milioni di euro per assumere i professionisti da impiegare nei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’obiettivo, insomma, è quello di evitare sprechi e assunzioni non motivate.

Il meccanismo

Per gli interventi fino a 5 milioni di euro, oltre al vincolo percentuale del 10 per cento, è stato fissato un tetto massimo di spesa per le assunzioni pari a 250mila euro. Risultato? Per i progetti del Recovery con un costo di attuazione di 1 milione di euro le pubbliche amministrazioni avranno a disposizione 100mila euro per impiegare a tempo determinato nuovo personale di supporto, 200mila euro per i progetti da 2 milioni di euro e 250mila euro per i progetti da 2,5 milioni di euro.

La circolare della Ragioneria generale dello Stato

La percentuale delle risorse a disposizione utilizzabile per le nuove assunzioni scende sotto il 10 per cento per i progetti che superano la soglia dei 2,5 milioni di euro, fino a toccare il 5 per cento nel caso degli interventi con un valore di 5 milioni di euro. Il vincolo percentuale si abbassa ulteriormente (al 3 per cento con un massimale di 3 milioni) per i finanziamenti da 50 milioni di euro in su.

La burocrazia

In compenso i Comuni (soggetti attuatori di interventi legati al Pnrr di cui sono responsabili i ministeri) potranno assumere senza dover aspettare il via libera del Tesoro.

I chiarimenti della Ragioneria generale sulle verifiche

La circolare della Ragioneria generale dello Stato precisa infatti tra le altre cose che per avviare i contratti a tempo determinato nell’ambito dei progetti previsti dal Recovery non saranno necessarie le autorizzazioni preventive dei dicasteri titolari dei progetti: autorizzazioni che a loro volta avrebbero richiesto l’ok del Mef. Nella sostanza, la circolare mette sullo stesso piano “attuatori” e “titolari” allo scopo di accelerare il più possibile le assunzioni necessarie al Piano nazionale di ripresa e resilienza da parte degli enti locali e mettere così su una corsia veloce gli interventi in rampa di lancio.

Divieti

Dulcis in fundo, nella circolare è messo nero su bianco il divieto di utilizzare le risorse del Pnrr per coprire i costi del personale già in pianta organica. E ribadisce che tali risorse sono destinate esclusivamente alle nuove assunzioni a tempo determinato e agli incarichi esterni per le attività collegate direttamente al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

I costi considerati ammissibili dal governo

Poi: tra le spese finanziabili dal Recovery non rientrano nemmeno le «assistenze tecniche», sottolineano i tecnici della Ragioneria generale dello Stato nella circolare di 7 pagine, né i costi delle strutture amministrative impegnate in attività di monitoraggio, rendicontazione e controllo degli interventi finanziati con i fondi dell’Ue.

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