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Pa sotto organico, il caso dell’Agenzia delle Dogane: il personale è ridotto del 28%

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La Pubblica amministrazione ha bisogno di personale e i concorsi pubblici banditi finora non bastano. Perché, in alcuni casi, i posti banditi non vengono coperti (perché i candidati trovano banalmente di meglio) e in altri le graduatorie non vengono fatte scorrere nonostante ce ne sarebbe bisogno. Un caso eclatante è quello dell’Agenzia delle Dogane, dove manca un terzo del personale ma dove sono anni che non si vede un concorso corposo. Che, ora, è stato annunciato dal direttore, Marcello Minenna. 

I numeri

Secondo i dati più aggiornati, mancano attualmente circa 900 mila lavoratori nella Pubblica amministrazione, essendo in quasi tutti i settori la carenza d’organico pari al 30% del totale degli assunti della Pa (3 milioni di persone). Il ministro Renato Brunetta aveva pronosticato l’aumento di personale pubblico fino a 4 milioni, ma al momento questo non è avvenuto. Anzi, secondo i sindacati, coloro che hanno vinto un concorso pubblico e sono tra i fortunati che sono stati anche già assunti, bastano appena per bilanciare le uscite dalla Pa per pensionamenti. 

Il caso Dogane

L’Agenzia delle Dogane, importantissima agenzia fiscale preposta alla vigilanza ad esempio sui giochi, sui tabacchi, e anche per la protezione del Made in Italy, nel suo Piano integrato di attività e organizzazione evidenzia un personale ridotto del 28% e un’età media alta. Proprio per questo il direttore Marcello Minenna ha annunciato un imminente concorso per reclutare 1.500 dipendenti. Attualmente il personale assunto alle Dogane è di circa 8.500 unità, ma gli svariati compiti dell’agenzia imporrebbero di assumerne quasi il doppio, ovvero 13.500 dipendenti. 

Il concorso

Il nuovo concorso dovrebbe riguardare sia funzionari che assistenti amministrativi, e sarà rivolto a diplomati e laureati. Come già annunciato da Minenna, l’Agenzia nel prossimo concorso prevederà la possibilità per i candidati vincitori di scegliere la regione dalla quale lavorare, così da evitare concorsi che vanno quasi deserti per le difficoltà degli idonei vincitori di trasferirsi in regioni più ricche, dove il costo della vita è più alto. Il concorso dovrebbe prevedere una prova scritta e la valutazione dei titoli. Possibile sia prevista anche una prova orale. 

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